Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 31 Agosto 2014

Guerra di stelle e voti fra critici italiani e internazionali, i quali possono influire in maniera importante sul destino di molte pellicole qui presentate. Film più amati, finora, sono "Birdman" di Iñárritu e "The Look of Silence" di Oppenheimer

Birdman di Inarritu

Siamo a un terzo della 71° Mostra del Cinema di Venezia e i primi film in concorso sono stati finalmente proiettati davanti a pubblico e critica nelle varie sale del (quest’anno poco frequentato) lido. Come ormai sappiamo, l’accoglienza dei giornalisti può determinare in maniera importante il destino di una pellicola, soprattutto se mancante di elementi prettamente commerciali come registi o attori famosi. È il caso di Ghessha (Tales) di Rakshan Banietemad, un film corale sulla situazione dell’Iran odierno, abbastanza apprezzato dalla nostra redazione così come da alcune importanti pubblicazioni come Positif, Screen International, Suddeutsche Zeitung, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Il Gazzettino.

Eppure, il film più amato dalla critica, finora, è sicuramente Birdman di Alejandro González Iñárritu, virtuosissima pellicola e primo tuffo nella commedia dell’autore messicano. Per l’Hollywood Reporter “l’esilarante comicità dell’opera colpirà sicuramente in maniera forte il pubblico in cerca di qualcosa di fresco, che li porterà dove non sono mai stati prima”, mentre Variety lo definisce “un trionfo sotto ogni livello, dal casting all’esecuzione”. Ottima anche l’accoglienza dei giornalisti nostrani: La Repubblica, Il Foglio e La Stampa gli hanno assegnato il voto massimo, 5 stelle, mentre per Il Messaggero, Il Fatto Quotidiano e Manifesto le stelline sono 4. Particolarmente amato dalla stampa italiana è poi The Look of Silence, nuovo documentario di Joshua Oppenheimer sul brutale massacro dei comunisti in Indonesia. Noi non ne siamo rimasti folgorati, in quanto è in netto calo rispetto alla precedente opera dell’autore, quel The Act of Killing tanto shockante quanto dolorosa, ma Opphenheimer si guadagna comunque gli elogi de Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Giornale e il Gazzettino.

In ogni caso, l’impressione generale è quella di un buon consenso collettivo per i film in concorso presentati ad oggi. Basti vedere i voti di Maria Pia Fusco (La Repubblica), che sembra stia vivendo il miglior festival della sua esistenza. Che tutti diventino più buoni una volta arrivati qui al lido? Vedremo nei prossimi giorni: noi di Farefilm, di certo, non abbiamo perso la nostra brutale carica di sadica passione. Continuate a seguirci.

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