Ritratto di Silvia Ricciardi
Autore Silvia Ricciardi :: 16 Luglio 2015

Deceduto all’età di 42 anni per un incidente d’auto, avvenuto in California nel 1931, il corpo di Murnau era stato sepolto nella tomba di famiglia nel piccolo cimitero di Stahnsdorf, a pochi chilometri da Berlino, ma alcune ossa sono state rubate...

Nosferatu

Ebbene, proprio dal luogo di sepoltura, il piccolo cimitero di Stahnsdorf, a circa venti chilometri a sudovest da Berlino, sono giunte indiscrezioni secondo le quali sarebbe stato asportato il cranio di Murnau e sarebbe stato prelevato, o meglio rubato, anche un numero imprecisato di ossa del defunto.

Secondo quanto riportato sul quotidiano tedesco Der Spiegel questo non sarebbe il primo atto vandalico che vede come protagonista la tomba dei Murnau. Tuttavia ciò che è accaduto questa volta lascia ipotizzare che vi possano essere motivazioni “rituali” alla base del gesto. Si sta dunque profilando l’ipotesi secondi cui l’atto portato avanti dal ladro sia connesso ad una forma di rito vista la presenza di residui di cera, probabilmente proveniente da candele o ceri utilizzati da eventuali occultisti, e dato anche il fatto che nessuna delle bare contigue, dove riposano i fratelli del regista, sia stata minimamente toccata.

Friedrich Wilhelm Murnau si è distinto nel panorama cinematografico grazie al cult horror Nosferatu, datato 1922. Nosferatu è uno dei film che permettono di inserire l’operato di Murnau all’interno del genere definito espressionismo tedesco. Nonostante molti dei suoi lungometraggi siano andati persi, come Il ragazzo in blu e I quattro diavoli, possiamo contare su alcune pellicole da lui firmate per tracciare un profilo del regista. L'ultima risata Tabu sono alcuni dei suoi lavori pervenuti sino a noi. Tabu venne girato tra Polinesia e Bora Bora e venne censurato dagli Stati Uniti perché presentava donne a seno nudo. Non si può non fare riferimento tuttavia ad Aurora, il suo primo film americano che vinse ben tre premi Oscar, che da molti è considerato non solo come uno dei più celebri lavori del regista, ma anche come uno dei più bei film che la storia della Settima Arte ricordi.

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