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Autore Simona Carradori :: 14 Novembre 2016

La politica italiana Silvia Costa ha presentato un rapporto iniziale sull’implementazione del programma "Europa Creativa", i cui obiettivi principali sono la salvaguardia della diversità linguistica e il rafforzamento del settore culturale europeo

Europa Creativa

Europa Creativa è un programma dedicato al settore culturale e creativo finanziato dalla Commissione per l'Educazione e la Cultura del Parlamento europeo. I suoi obiettivi principali sono quelli di promuovere e salvaguardare la diversità lingusitica e culturale europea, ed inoltre rafforzare la competività del settore creativo, per promuovere una crescita economica intelligente, sostenibile e inclusiva.

L'8 novembre, la politica italiana Silvia Costa, ha presentato un rapporto iniziale sull’implementazione del programma, dichiarando che il progetto “è attualmente vittima del suo stesso successo”. Per via della mancanza di fondi, continua “il numero di richieste di iscrizione cui è stato garantito supporto è estremamente basso, con una percentuale di successo solo del 15.83% per Cultura e 32% per MEDIA. Questa è una fonte di frustrazione, e a volte porta anche ad una mancanza d’interesse nel settore culturale e creativo", aggiunge la parlamentare.

Non sorprende dunque che una delle prime richieste inserite nel rapporto sia un incremento del budget, così da “permettere la realizzazione delle ambizioni” del programma.

Inoltre, basandosi su uno studio portato avanti questa estate dal Media Consulting Group, Silvia Costa fa anche notare che “il sistema a punti automatico del sottoprogramma MEDIA, orientato a garantire condizioni di onesta competizione tra gli stati membri, sta creando una distorsione nel mercato e penalizzando gravemente con forte capacità di produzione audiovisiva”. Oggi, infatti, stati come Danimarca, Belgio, Svezia e Paesi Bassi spesso superano i cinque grandi paesi, in particolare Italia, Regno Unito e Spagna, in termini di selezione e numero di progetti che ricevono supporto.

Costa chiede dunque alla Commissione di modificare le misure che creano discriminazione positiva, per esempio “prendendo in considerazione i regimi di supporto nazionali per l’industria audiovisiva”.

Infine, la parlamentare europea raccomanda “d’incrementare la partecipazione - al momento limitata - di paesi terzi, specialmente quelli localizzati nel Mediteranneo, attraverso accordi bilaterali".

La decisione sarà messa ai voti a gennaio dell’anno prossimo.

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