Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 12 Dicembre 2015

Un video approfondito - opera di Max Tohline - descrive il montaggio come un sistema di interpunzione complesso e affascinante

Pulp Fiction

Una frase può cambiare completamente significato grazie ad una virgola. La stessa cosa vale nel cinema, solo che il potere della punteggiatura è affidato alla tecnica del montaggio. È grazie ad esso che una scena acquista senso, è proprio il montaggio che può unire o dividere personaggi, tempo, luoghi e azioni.

A sostenere la tesi del montaggio come segno di punteggiatura è Max Tohline nel video che vi consigliamo di vedere.

Come insegna Sergej Ėjzenštejn, uno dei padri del cinema e del montaggio – all’epoca erano moltissimi i registi che scrivevano saggi e teorizzavano nuove tecniche – il montaggio serve ad esprimere diversi rapporti tra gli elementi filmici: può essere usato per descrivere una relazione spaziale, temporale, grafica, ritmica; il tutto per comunicare allo spettatore, per influenzare la sua percezione del racconto.

Si può benissimo pensare ad un film come un testo in cui le frasi sono organizzate da punti, pause, collegamenti ed esclamazioni. Così come lo stile in letteratura evolve e gli scrittori sperimentano, lo stesso vale per il montaggio: nel cinema i grandi cambiamenti, le varie scuole di pensiero sono sempre stati accompagnati da un cambiamento nelle tecniche di editing. Il video è molto interessante per questo suo continuo binario parallelo tra lo storytelling letterario e quello cinematografico. Per questo motivo prende in esame anche un articolo di Kathryn Schulz intitolato The 5 Best Punctuation Marks in Literature  (I cinque migliori segni d’interpunzione in letteratura).

[Leggi anche: Come montare un filmato con la musica. Tutorial di Larry Jordan]

C’è però un aspetto affascinante: nel cinema questi segnali non si vedono, sono impercettibili ad un occhio distratto e c’è bisogno di essere allenati per poterli riconoscere. Ecco che allora una porta che si chiude può diventare un punto e virgola e si scopre che forse il montaggio non è solo un sistema di punti, esclamazioni e sospensioni… è un linguaggio vero e proprio.

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