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Autore Redazione :: 26 Marzo 2018

A maggio nelle sale arriva il thriller gotico Parasitic Twin diretto da Claudio Zamarion All Zammi con un cast tutto al femminile

Parasitic twin

Parasitic Twin è un thriller gotico, un racconto di respiro internazionale fatto di immagini, suoni, odori e colori, che danno vita a un crescendo inarrestabile di emozioni che sprofondano in una natura incontaminata e primordiale rendendola protagonista e facendola fondere con gli antichi riti professati su un’isola sperduta nel tempo e nello spazio in cui si svolge la storia. Tutto al femminile, il film, ha come interpreti quattro ragazze, protagoniste di avventure, segreti e misteri. Liberamente ispirato da una storia vera, attraverso il racconto di Jana, il personaggio principale, porta sul grande schermo il tema del Fetus in Fetus, una rara anomalia dello sviluppo embrionale, definito comunemente Gemello Parassita.

Parasitic Twin è un film pieno di suspense che, con sensualità e dolcezza, porta lo spettatore all'interno di uno spazio filmico intenso, fatto di luci, ombre e di ambientazioni che colpiscono e lasciano il segno accompagnandolo nel mistero. 

Parasitic Twin è una storia di amicizia, di paure intime che accompagnano l’esistenza delle ragazze ma anche di ognuno di noi.

Il film, scritto da Franco Forte e Francesco Spagnuolo, è diretto da Claudio Zamarion, direttore della fotografia di numerose pellicole che, con lo pseudonimo di All Zammi, in memoria del papà, firma la sua opera prima da regista.

Di seguito sinossi e note di regia:

Sinossi
Parasitic Twin è un thriller impregnato dagli umori del cinema gotico e da trame sovrannaturali.
Nel film, quattro ragazze, cresciute in un orfanotro o e legate da un patto di sangue stretto da bambine, si avventurano su un’isola.
Qui a rontano il mistero di una nascita ancestrale, qualcosa di misterioso che cresce dentro il corpo di Jana, la protagonista, e cerca di venire alla luce in un luogo fuori dal tempo mentre le giovani faranno i conti, di nuovo, con il loro peggior incubo: il senso di abbandono.
È sull’isola che le prescelte devono sottostare al cerimoniale che prevede sacri ci di sangue perché il gemello parassita possa nascere, ed è qui che Doris, una donna condannata all’esilio perpetuo da un’antica maledizione, dopo aver estirpato il suo gemello parassita, deve convincere Jana a o rire in sacri cio le sue amiche perché la profezia possa compiersi e la creatura che le deturpa il corpo possa nalmente prendere vita. Abbandonata dagli a etti, la debole Jana, si lascia manipolare da Doris diventando al tempo stesso vittima e complice della pazzia di quest’ultima no all’ineccepibile verità che alberga in ogni anima lasciata al proprio destino.

Note di regia
Mi lascio coinvolgere e trasportare dal racconto di una storia durante una serata passata tra amici. Un’isola in mezzo a un lago che rappresenta la solitudine, una barca che ci conduce lontano dal mondo reale, quattro ragazze con un unico obiettivo: far dimenticare alla piccola del gruppo l’operazione subita per estirpare il suo “Gemello Parassita”.

Mi ha a ascinato immediatamente l’aspetto psicologico e quanto questo può incidere sulle nostre emozioni. Sapere di avere inglobato il tuo gemello e avergli negato un esistenza.
Proiezioni di paure che tutti noi abbiamo, accompagnano una storia che, grazie a un gruppo coeso di cast tecnico e artistico, mi ha reso possibile l’utilizzo di una macchina da presa timida, mai invasiva ma concentrata sulle emozioni, sui rumori sull’ambiente e sui profumi di una vita alla ricerca di normalità.

Un utilizzo di grandangoli che rende la distanza dalle nostre protagoniste percettibile, proiettare il nostro pubblico lì con loro, in silenzio, lasciandolo andare a una storia che, via via, vuole penetrare nel profondo. La naturalezza degli eventi che succedono al racconto, ragazze che, cresciute in un orfanotrofio hanno, fin da subito, una confidenza schietta, diretta, mi consente di esaltare l’aspetto mentale e non quello fisico.

L’ambientazione mi ha aiutato, attraverso i suoi colori, la sua vegetazione ed i ricchi rumori, a rendere tutto così pieno di spazio e, allo stesso tempo, a perdere la percezione della direzione e del tempo.
Un rifugio che rende intimo il loro trascorso, una luce naturale che le inserisce nella loro storia: movimenti di macchina e scelte dirette per aiutare l’intenzione di recitazione delle nostre ragazze.

Ho voluto prediligere il suono con l’Asta proprio per rendere loro più immerse, sentirle e viverle completamente.
Il colori delle Acque Sulfuree e i fumi di colore ruggine mi aiutano a dare al film un ambiente ferito ma vivo, che riflette i battiti della proiezione delle vite delle protagoniste della nostra storia.

Una grande collaborazione mi lega al maestro Giacomo Trovaioli che ha saputo affrontare un film che vuole mutare il suo pubblico in una visione distesa e percettiva.

IL REGISTA: CLAUDIO ZAMARION in arte ALL ZAMMI
Giovanissimo, comincia la sua esperienza lavorativa in Italia con l’autore della fotografia Luca Bigazzi. Nel 1993 inizia la sua attività in set internazionali lavorando con registi come: Renny Harlin, Rob Cohen, Bernardo Bertolucci, Martin Scorsese, Giuseppe Tornatore, Dario Argento, Antony Minghella, William Bindley e M. James Arnett. Questa attività lo porta a collaborare con autori della fotografia come: Ronnie Taylor (premio Oscar per Gandhi), John Seale (premio Oscar per Il paziente inglese), Roger Deakins (pre- mio Oscar 2018 con Blade Runner 2049, famoso anche per la lunga collaborazione con i fratelli Coen, e nomination all’Oscar per ben dodici volte), Darius Khondji e Lajos Koltai (entrambi con varie nomination al premio Oscar), David Eggby, Oliver Wood.

A 26 anni comincia la sua professione di direttore della fotografia collaborando con molti registi tra cui Anthony La Molinara e negli stessi anni si fa le ossa nella commedia italiana, collaborando per circa dieci anni con il regista Carlo Vanzina e con Ezio Greggio.
Grazie al sodalizio con il fotografo e regista Michel Comte firma la fotografia di progetti internazionali. Parallelamente alla sua attività come direttore della fotografia, dal 2006 si dedica alla produzione cinematografica di opere prime e di service per produzioni internazionali, mettendo a disposizione la sua esperienza professionale. Tra le tante attività firma anche la regia di numerosi spot pubblicitari.

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