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Autore Caterina Doni :: 5 Settembre 2015

Vi è mai capitato di uscire dalla sala e percepire di non avere sostanzialmente capito nulla di ciò che avete visto? Ecco qui 5 film dove i registi giocano con la nostra capacità di comprensione

Memento

Non è sempre facile capire l'intera trama di un film la prima volta, soprattutto se la persona seduta accanto a voi in sala starnazza nelle vostre orecchie e un cretino alle vostre spalle scalcia contro il vostro schienale. Anche quando siamo abbastanza furbi da aspettare i titoli più attesi per vederli con calma a casa, ci sono dei film che è necessario vedere più di una volta per capire completamente cosa diavolo stanno dicendo. Ecco qui alcuni dei film più conosciuti che meritano (almeno) una seconda visione.

Sebbene ci siano film che potrebbero risultare talmente disorientanti da non giustificare una replica, con i cinque che vi presentiamo potreste invece stupirvi del desiderio di volerli vedere più di una volta.

Inception
Quello che Christopher Nolan ha evitato durante la sua trilogia del Cavaliere Oscuro è il suo marchio di fabbrica, il thriller allucinogeno - leggi "allucinogeno" anche e soprattutto in senso letterale - che ci lascia confusi durante e dopo la visione e ci spinge a una congettura dietro l'altra. Con protagonisti l'oscar-mancato-Leo (Di Caprio), Tom Hardy senza la sua maschera di Bane, Joseph Gordon-Levitt con qualche reminiscenza di un giovane Neo di Matrix con i suoi costosissimi e acrobatici labirinti e Marion Cotillard, sempre strepitosa, Nolan ci porta in un sogno dentro a un sogno dentro a un sogno dove dobbiamo sforzarci di capire cosa è reale e cosa no. È difficile quasi quanto comprendere l'ultima frase che avete letto. Con Nolan, niente è mai chiaro, inequivocabile, ma c'è un indizio: la trottola alla fine.

I Soliti Sospetti
Avrebbe dovuto intitolarsi "Gli improbabili sospetti", dal momento che, se avete visto il film, - occhio, allarme spoiler! - difficilmente potreste credere che lo zoppo Verbal Kint possa realmente concepire un piano così diabolico come quello ideato dal suo alter ego Keyser Soze. E certamente non è Baldwin, dal momento che Stephen ci regala solo una terribile interpretazione. È invece uno di quei film con Kevin Spacey che non potete guardare troppe volte di seguito dal momento che i finali sono talmente a effetto da non poter essere dimenticati (vedi anche K-Pax e Se7ven), ma quando assisterete a come è ben orchestrata la sua deposizione al dipartimento di polizia, vorrete tornare indietro per ammirare di nuovo come è riuscito a ordire il tutto.

Memento
Un altro film di Nolan che ha massaggiato i nostri cervelli al punto di renderli poltiglia è stato il "thriller al contrario" Memento. Protagonista un giovane lacerato Guy Pearce. Nel film, adattato dal racconto del fratello Jonathan Nolan Memento Mori, Leonard Shelby (Pearce) soffre di una malattia che non gli consente di mantenere la memoria a breve termine, perciò deve tenere nota di tutto, lottando contro questo suo handicap per trovare chi ha stuprato e ucciso sua moglie. Come qualsiasi altro film di Nolan, richiede molte visioni per essere compreso completamente, eccetto per Interstellar, che esige più tempo che fare il serial killer part-time.

Fight Club
Uno dei migliori film degli anni Novanta, di David Fincher, narra la nascita del vero io del personaggio interpretato da Ed Norton, Tyler Durden. Il film, un adattamento basato sul romanzo di Chuck Palahniuk, mette in scena la storia di un uomo ordinario che è completamente assorbito da una vita monotona e mondana. Egli verrà però condotto attraverso un percorso di distruzione, che non riuscirà né a comprendere né a fermare se non quando capirà, e lo spettatore con lui, che Tyler Durden (Brad Pitt) è un'illusione. L'intero film, una volta ripreso una seconda volta con questa informazione, prende molto più senso, soprattutto considerando che il personaggio di Ed Norton non viene mai nominato. Com'è possibile che non l'abbiamo notato la prima volta? Semplice. Nessuno vuole credere che Brad Pitt sia un'illusione. E in più, a nessuno è permesso parlarne.

Mulholland Drive
Non dovrebbe essere una sorpresa che un qualsiasi parto della mente di David Lynch sia di difficile comprensione e Mulholland Drive non fa certo eccezione. In questo mystery-thriller del 2001 troviamo una storia contorta, belle ragazze che ci danno dentro e una Los Angeles posticcia dove trovare parcheggio non sembra un problema. Naomi Watts è la tipica provinciale in cerca di fama e gloria, mentre Laura Elena Harring è appena sopravvissuta a un brutto incidente stradale e sta faticosamente cercando di rimettersi in sesto, anche con l'aiuto del personaggio interpretato dalla Watts.
Considerandolo dal punto di vista della mente onirica di Lynch, sicuramente avrete bisogno di almeno due visioni per comprenderlo.

[Leggi anche: Christopher Nolan: Ho capito di voler fare cinema dopo aver visto Alien e Blade Runner]

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