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Autore Pierre Hombrebueno :: 22 Luglio 2015
Locandina di Il ragazzo della porta accanto

Recensione di Il ragazzo della porta accanto: Le inquadrature "ad altezza di tette e culo" su Jennifer Lopez non bastano a pompare vita ed interesse ad un elementarissimo thriller privo di ansia e tensione

Il ragazzo della porta accanto, ovvero quel figaccione di Ryan Guzman: fisico scolpito e da urlo, sorriso da pubblicità e pose da seduttore nato. Ovviamente, troppo perfetto per poter essere anche un ragazzo a posto: così, nel giro di poco lo ritroviamo in veste di assatanato stalker con una propensione per la violenza. A cascarci è la milfona vicina di casa Jennifer Lopez, che con lui trascorre una notte di fuoco di cui si pentirà ben presto. Suona tutto come un assoluto cliché, ed è assolutamente così: prevedibile fino al midollo, elementare nell'esecuzione e, soprattutto, senza un briciolo di sussulto o ansia. 

Peccato, perché dal produttore/demiurgo Jason Blum, reduce da successi come La notte del giudizio, Insidious e Paranormal Activity, era forse lecito aspettarsi qualcosina di più, anche perché l'uomo dietro la macchina da presa, Rob Cohen, ha già dimostrato precedentemente di non essere un totale incapace, e basti pensare al primo Fast & Furious. Ma qui il thriller viene preso e ridotto ad una sinossi scritta su un trafiletto di cartaigienica, e nessuno ha alzato la mano per assumersi il rischio di portare il prodotto in territori e stimoli che non siano quelli pre-collaudati di una fiction televisiva concepita "per il ciclo Alta Tensione" dei pomeriggi targati Canale 5. Solo che qui di tensione nemmeno l'ombra, e senza la presenza della Lopez (anche produttrice) siamo sicuri che la pellicola sarebbe finita dritta nell'immondizia dei peggiori b-movie straight to video.

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La sceneggiatura rasenta il trash e pare scritta coi piedi (con tanto di improbabili citazioni dall'Iliade di Omero che fan venir voglia di strapparsi i capelli e cavarsi gli occhi), mentre la messa in scena rimane troppo spesso ancorata nella staticità più ammosciante: a mancare è un ritmo che possa iniettare quel minimo di adrenalina sindacale per tenere svegli in poltrona, un'immagine o un movimento di macchina – UNO – che possa sussurrare un'idea di cinema, di inquietudine, di orrore, di paura. E invece, zero assoluto. I fan della Lopez saranno contenti per alcune inquadrature “ad altezza di tette e culo” che ben valorizzano la sua ancora invidiabile figura; ma per il resto, a prendere il maledetto sopravvento sono gli sbadigli e la sensazione di aver perso 90 preziosissimi minuti del proprio tempo. 

Trailer di Il ragazzo della porta accanto

Voto della redazione: 

1

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