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Autore Pierre Hombrebueno :: 4 Settembre 2015

Accolto con una serie di insulti dal pubblico, al Festival di Venezia 2015 è arrivato "Neon Bull" di Gabriel Mascaro, controverso film che ha dalla sua diverse scene forti, tra cui un uomo che masturba un cavallo (!!!)

Neon Bull

Festival di Venezia 2015. Finisce la proiezione, e nonostante i registi e il cast siano in sala, il primo urlo che si sente dal pubblico è un “Bella merda!!”, seguito da una serie di “BUHH!!” a raffica. Il film in questione è il brasiliano Neon Bull di Gabriel Mascaro, che potrebbe essere, in definitiva, il film scandalo di questa 72° Mostra. Le scene forti, di certo, non mancano: ecco il protagonista che masturba un cavallo (con tanto di cumshot in bella vista!!!), gli organi genitali (soprattutto maschili) in primo piano, gli animali maltrattati, e la lunga sequenza di sesso finale che vede in scena una donna incinta di sì e no 9 mesi (il pancione è abbastanza enorme, e fa una certa impressione vederla assatanata in tutte le posizioni sul tavolo di una fabbrica).

Insomma, trattasi di una pellicola che potrebbe effettivamente turbare gli spettatori più suscettibili. Per noi che godiamo nel vedere scene crude ed esplicite, però, è una delle visioni più interessanti di questi giorni festivalieri, anche perché Mascaro dimostra di avere una certa intuizione per le immagini suggestive, e basti vedersi le scene di danza con la donna che indossa la testa di un cavallo sotto i chiaroscuri del fluorescente neon. Un’opera che procede più per evocazioni estetiche piuttosto che una vera e propria concatenazione narrativa, Neon Bull arriva a ricordare altri autori controversi come Carlos Reygadas e Amat Escalante: la perenne ricerca del dettaglio scomodo è la medesima, così come la delineazione dei personaggi, outsider e sulla via del freak, ma con una loro sentita empatia.

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In Concorso nella sezione Orizzonti, il destino del film dipenderà dalla giuria composta da Jonathan Demme, Alix Delaporte, Paz Vega, Fruit Chan e Anita Caprioli. Noi facciamo decisamente un gran tifo, anche se difficilmente arriverà nelle sale italiane.

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