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Autore Rita Andreetti :: 18 Settembre 2015

Una piccola selezione di quelle che sono le perle di fantascienza dell’Era d’oro del genere, gli anni cinquanta

Per gli amanti del genere fantascienza, non esisterebbe Christopher Nolan senza L’invasione degli Ultracorpi. Non ci sarebbe stato Gravity senza Destinazione Luna.

Il genere fantascienza affonda le sue radici dalla tradizione letteraria che si è poi spostata al cinema, stabilendo una specie di rapporto conciliatorio con i fan che ammettevano che potesse esserci una vita fuori dal visibile e dal conosciuto. I primi tentativi del genere sono film che adesso potremmo definire B-movie, con budget risicatissimi che spesso mancavano di realismo, sempre che di “realismo” si possa parlare.

Inoltre, in principio, le idee erano poche, confuse ed era difficile rischiare con trovate davvero innovative: quindi c’erano radiazioni un po’ ovunque, a spiegare qualsiasi presenza o formazione assurda comparsa sulla Terra; un esercito Americano onnipresente, e spesso eroe e eroina avevano a che fare con la scienza.

Sul tema delle esplorazioni dei pianeti lontani, due film propongono trame innovative per il tempo: il primo è il sopra citato Destinazione Luna, dove un equipaggio di astronauti diretti sulla Luna si trova improvvisamente dirottato su Marte; il secondo è Uomini sulla Luna (1950), il primo film che veramente tentò di dare alla storia sci-fi una parvenza di filologia tecnica riproducendo al meglio possibile l’allunaggio. Per questo si meritò l’Oscar agli effetti speciali, ma se lo guardate con occhio moderno, forse non vi dirà nulla di più dei burattini di Mangiafuoco.

Destinazione terra (1953) e Gli invasori spaziali (1953) introducono gli alieni nella società sotto dissimulate spoglie: letture di secondo livello sul diverso e la diversità, percepita e fraintesa. A volte gli “invasori” sono sostituiti da mostri ingigantiti dagli esperimenti atomici, la paura del tempo: questo succede alle innocue formiche messicane che diventano pericolo per l’umanità, in Assalto alla terra, un film di Gordon Douglas del 1954. Chiaramente, anche in questo film le formiche finiscono per attaccare Los Angeles, che assieme a New York è l’obiettivo preferito dei cattivoni sci-fi.

Oscar agli Effetti Speciali del 1951, Quando i mondi si scontrano porta al centro della storia la possibilità di una collisione, che ci ricorda Armageddon, dalla quale un piccolo gruppo di superstiti tenterà di salvarsi con una navicella, un po’ come l’alternativa di Interstellar ci insegna.

Tuttavia, il meglio di quegli anni sono questi cinque titoli da vedersi con un cestello di pop corn. L’invasione degli Ultracorpi è una perla di Don Siegel uscita nel 1956 che non utilizza quasi per nulla gli effetti speciali, ma compone una narrazione dalla enorme carica fantascientifica: una sorta di virus letale si diffonde e annienta l’umanità della gente. Il film ha avuto ben tre remake. Altra carica innovativa nel film di Robert Wise, Ultimatun alla terra, che nel 1951 ribalta l’idea degli alieni invasori mostrando gli umani come i cattivi del momento: quando un messaggero dallo spazio arriva sulla Terra, gli abitanti del pianete penseranno subito alla guerra. In realtà lui arriva per consegnare un ultimatum a questi e ai loro comportamenti efferati, evidente pericolo per la vita al di là del globo.

Siamo ad un altro Oscar per gli Effetti Speciali, consegnato nel 1954 per il film di Byron Haskin, La Guerra dei Mondi (suona famigliare, no?). Solita invasione aliena, solito scontro su Los Angeles, ma i ritmi narrativi sono altissimi e rimango sostenuti per tutti gli 85 minuti del film.

[Leggi anche: I migliori film di fantascienza. Cinema da un altro pianeta]

Il miglior film sui viaggi spaziali? Il pianeta proibito (1956). Girato in Cinemascope, vanta fotografia, musiche ed effetti speciali straordinariamente curati. Ma, questo film, come quelli sopra, non possono molto a confronto della pellicola firmata Howard Hawks e girata nell’Artico. La cosa da un altro mondo racconta di un equipaggio dell’aeronautica americana che si imbatte nei detriti di un aereo, apparentemente. Nel tentativo di salvare il capitano superstite, questi in effetti si portano alla stazione un alieno assetato di sangue. Budget modesto e clamore contenuto non hanno mai reso il giusto merito a questa pellicola, che invece non è solo fantascienza, ma una grande prova del maestro Hawks.

La cosa da un altro mondo, trailer

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