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Autore Pierre Hombrebueno :: 20 Maggio 2014

A metà Festival di Cannes, i preferiti dei critici. Film più amato del concorso è Foxcatcher di Bennett Miller, seguito da The Homesman di Tommy Lee Jones e Mr. Turner di Mike Leigh. Odiatissimo invece Captives di Atom Egoyan

Steve Carrell in Foxcatcher di Bennett Miller

Siamo ormai a metà Festival di Cannes, e i primi favoriti nella corsa alla Palma D'Oro si stanno delineando. È sempre difficile prevedere i vincitori di un Festival, essendo questi decisi da 9 personalità differenti fra di loro in fatto di gusti e idee, ma è altrettanto vero che la critica internazionale abbia un peso di rilevanza nel lanciare i contendenti più forti. Film più amato, finora, è Foxcatcher di Bennett Miller, che per molti arriverà senza problemi fino alla Notte degli Oscar. Interpretato da Steve Carrel e Channing Tatum, la pellicola ha raccolto recensioni entusiastiche dalle pubblicazioni più importanti. “Steve Carrel, Mark Ruffalo e Channing Tatum regalano magnifiche performance”, scrive Variety, mentre il Daily Telegraph lo paragona addirittura a Social Network di Fincher e The Master di P.T Anderson come migliori parabole dell'America moderna. 

Applausi anche durante la proiezione e la conferenza stampa di The Homesman, diretto da Tommy Lee Jones con Hilary Swank protagonista, così come per i nuovi film di Mike Leigh (Mr. Turner) e di Nuri Bilge Ceylan (Winter Sleep). Invece, l'accoglienza è divisa per Maps to the stars di David Cronenberg: secondo Twitch è un film freddo incapace di comunicare emozioni, mentre esaltatissimo è il nostro Enrico Ghezzi. Per quanto riguarda i film peggiori del concorso, la critica non ha dubbi: Captives di Atom Egoyan è stato pressochè massacrato. Per Jake Coyle dell'Associated Press è un totale fallimento, mentre Indiewire si è chiesto se Egoyan abbia totalmente perso il proprio talento. 

Intanto, grande è l'attesa per i film dei prossimi giorni, che potrebbero rimescolare le carte in tavola. In programma, ci saranno infatti, tra gli altri, Two Days, One Night dei fratelli Dardenne, Sils Maria di Olivier Assayas, Jimmy's Hall di Ken Loach, Adieu au Language di Godard, The search di Michel Hazanavicius e Mommy di Xavier Dolan.

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