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Autore Rita Andreetti :: 14 Maggio 2014

La regista Jane Campion svela al The Guardian indiscrezioni sulla prossima produzione, The Flamethrowers

Jane Campion

Jane Campion fu la prima donna a vincere la Palma d’Oro, nel 1993 con Lezioni di Piano, al tempo condivisa con Addio mia Concubina, che con una certa ironia, vedeva impegnata un'altra donna pioniera, questa volta per la Cina, e di cui abbiamo parlato la settimana scorsa (a questo link la notizia), Gong Li. Ma è stata anche la seconda donna di sempre ad essere nominata per il Premio Oscar alla Regia, seconda soltanto alla nostra Lina Wertmüller (nominata per Pasqualino Settebellezze nel lontano 1977); in loro compagnia, giusto un paio di altre signore, la Coppola (Lost in Translation) e la vincitrice Bigelow che detiene quindi il primato di prima e unica donna ad aver conquistato un Oscar per la regia (The Hurt Locker).

Tuttavia, Jane Campion più che una regista di primati, è una donna che si è a lungo battuta per la femminilità del lavoro di regista indipendente, come traspare dalla sua opera iniziata negli anni 80.

Con The Guardian, la Campion rivede i passi della sua carriera a pochi giorni dalla nuova distribuzione digitalizzata in bluray di Lezioni di Piano, e a seguito del successo della serie diretta per il Sundance Channel di Redford, Top of the lake, che si è fatta notare ai Golden Globe e agli Emmy (in Italia, presentata in anteprima al Torino Film Festival, ma in onda da giugno 2014 con Sky Atlantic).

La vera novità, svelata alla testata britannica, è quindi che la Campion si sta ora dedicando ad ultimare una trasposizione del libro di Rachel Kushner, The Flamethrowers: una storia ambientata nella scena artistica radical della New York degli anni 70, da alcuni considerata dicharatamente femminista. Il pensiero della Campion, in generale, pare più moderato, dal momento che la regista considera che Girare film non riguarda l'essere uomo o donna; è una questione di sensibilità e lavoro duro e passione per quel che si fa. Ma le donne raccontano storie diverse – e ci sarebbero molte più storie al mondo se solo le donne facessero più film. Il progetto verrà prodotto da Scott Rudin (produttore, tra gli altri, di The Social Network e Non è un paese per vecchi).

In questi giorni, la regista neozelandese è impegnata a presiedere la giuria dell'edizione numero 67 del prestigioso Cannes Film Festival.

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