Ritratto di Redazione
Autore Redazione :: 7 Aprile 2014

È stato proiettato in un’anteprima privata all’Eliseo alla presenza del Presidente della Repubblica francese François Holland il nuovo film di Alexandre Arcady, 24 Jours sul caso Halimi

È stato proiettato in un’anteprima privata all’Eliseo alla presenza del Presidente della Repubblica francese François Holland il nuovo film di Alexandre Arcady, 24 Jours. In Francia la storia e soprattutto la memoria di quella terribile vicenda stanno a cuore a chi con forza cerca di condannare e superare l’inspiegabile ferocia di certi assassini e soprattutto il silenzio che circondò gli eventi che portarono all’omicidio spietato. La vittima era Ilan Halimi, un giovane francese ebreo, con discendenza marocchina, appena ventitreenne, il quale venne rapito il 21 gennaio 2006 da un gruppo chiamato The Gang of Barbarians, capeggiato dal fondamentalista islamico Youssouf Fofana. L’incredibile vicenda è rimasta impressa nella memoria soprattutto perché il giovane prima di essere abbandonato moribondo, con il corpo interamente bruciato, subì per ben tre settimane brutali torture, che furono pure fotografate e filmate e mandate alla famiglia.

Il film è derivato dal romanzo della madre di Ilan, Ruth Helimi, “24 Jours, la verité sur la mort d’Ilan Halimi” (pubblicato in Italia dalle edizioni Belforte). Nel film si raccontano i 24 giorni di angoscia in cui si trovò la famiglia di Ilan, sommersa da una serie di richieste oscene da parte dei rapitori, tutte molto offensive. La famiglia non poté far nulla, soltanto limitarsi ad osservare in silenzio l’operato della polizia criminale. Una parte della Francia fu complice di questo martirio ed è questo aspetto che l’opera di Arcady vuole condannare. Il cieco odio antisemita era tale nei rapitori che il povero Ilan era condannato a perdere la vita. Il film è interpretato dall’iraniano Syrus Shahidi nella parte di Ilan e da Zabou Breitman e Pascal Elbé, nelle parti dei genitori di Ilan. Uscirà in Francia il 30 aprile.

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