Ritratto di Andrea Caramanna
Autore Andrea Caramanna :: 22 Maggio 2014

Il rifiuto della partecipazione è inviato ai direttori del festival Gilles Jacob e Thierry Fremaux attraverso una videolettera, che, sì provocatoriamente, inizia con lo stemma del Festival e il nome storpiato “Cannes” che diventa “Khan Khannes”

Jean-Luc Godard

Mentre l’ottanta novanta per cento dei media forse non sa neanche chi è Jean-Luc Godard, chi lo conosce anche un poco può intuire come il fatto che non abbia raggiunto Cannes non ha niente a che vedere con presunte polemiche nei confronti del festival. O meglio, i festival fanno parte del sistema dei media contemporanei e Godard usa attivamente i media, non può lasciarsi schiacciare da essi. La sua non partecipazione è del tutto consapevole, però si ha anche la sensazione che ormai i media siano quel mostro in grado di trangugiare qualsiasi evento, cosicché sia la presenza sia l’assenza di un personaggio famoso ad un Festival del Cinema sono cavalcati con lo stesso impeto (tirando fuori aggettivi come “provocatore” ecc.) e la totale nonchalance (o totale indifferenza). Il gesto di Godard quindi assume pochissima valenza perché la maggior parte dei consumatori pensa che la versione offerta loro dai media sia quella esatta: i consumatori non si pongono minimamente il problema che anche un gesto come quello di Godard fa parte della sua opera, del suo pensiero politico, che è sempre vivo fin da quando ha mosso i primi passi nel cinema alla fine degli anni Cinquanta. E mai nessuno glielo spiegherà.

Il rifiuto della partecipazione è inviato ai direttori del festival Gilles Jacob e Thierry Fremaux attraverso una clip, che, sì provocatoriamente, inizia con lo stemma del Festival e il nome storpiato “Cannes” che diventa “Khan Khannes” e sotto invece di “Selezione ufficiale 2014”, troviamo “Selezione naturale 2014”

Ecco la prima parte della lettera

“Miei cari Presidente, Direttore del Festival, miei cari colleghi. Ancora una volta, vi ringrazio per avermi invitato al Festival, ma, lo sapete, non faccio parte del sistema della distribuzione da molto tempo e non mi trovo esattamente dove voi pensate io sia. Per ora sto seguendo un altro percorso. Ho abitato altri luoghi, alcuni per anni, o per pochi secondi, sotto la protezione dell’entusiasmo per un film; sono andato e stato”.

Poi la clip continua con Godard che parla attraverso le citazioni dei suoi film Alphaville, King Lear, di Hannah Arendt e Jacques Prevert.

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