Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 4 Aprile 2014

Tripletta alla regia per l'anteprima mondiale dello zombie movie in 3D che aprirà la quindicesima edizione di JIFF (Jeonju International Film Festival). In programma retrospettive su Roberto Rossellini, Bela Tarr, Fuller e Bergman

Parte del progetto della Korean Academy of Film Art’s KAFA+, lo zombie movie riunisce tre noti registi locali per creare delle suggestioni in 3D della cultura popolare, rispettivamente nel contesto urbano, nel futuro e sulle montagne. JIFF si terrà dall'1 al 10 maggio, ma già il giorno 7 saranno consegnati i premi. Al festival sono previsti 181 film da 46 paesi diversi - 142 lungometraggi e 39 corti - con 40 anteprime mondiali (di cui 28 sono lungometraggi) e 4 anteprime internazionali.

Quest'anno il festival recupera la formula Jeonju Digital Project - in origine un trittico di corti prodotti dal festival ogni anno con noti registi da tutto il mondo - incassando un budget estero per dare vita, così, a tre lungometraggi. Ecco che dunque ci saranno Free Fall, diretto da Gyorgy Palfi (Taxidermia), The Avian Kind, diretto da Shin Youn-shick (Rough Play) e Alive, diretto da Park Jung-bum (The Journals Of Musan). “Siamo orgogliosi di Jeonju Digital Project” - dice il programmatore esecutivo Kim Young-jin - “prima, come prodotto digitale di tre corti, non era possibile sperare in una distribuzione nei cinema; ora si può investire in una maggiore diffusione, anche oltre la programmazione nelle sale, come su IPTV. Una buona cosa per contribuire a far conoscere 'diversity films' come questo”.

Gli organizzatori hanno puntualizzato l'intenzione di tornare alle origini del festival, alle sue radici indie, anche grazie a un discreto numero di anteprime coreane da scoprire. Come non è da sottovalutare la crescita esponenziale dei film da Sud e Centro America, in gara anche nella competizione internazionale. Da non perdere la retrospettiva su Rossellini, così come i primi documentari dei fratelli Dardenne, di Koreeda Hirokazu e Ulrich Seidl, e i documentari su registi come Bela Tarr, Ingmar Bergman e Samuel Fuller. L'ultimo è proprio della figlia Samantha, che sarà presente a presentare il suo lavoro in onore del padre Samuel.

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