Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 8 Novembre 2014

In collaborazione con la manifestazione "Shit And Die", curata da Maurizio Cattelan, Sky Arte proporrà - all'interno del programma Artissima 2014 - il documentario di Yuri Ancarani "Sèance", che racconta la vita del designer tuttofare Carlo Mollino

Sèance

In occasione di Artissima 2014, Sky Arte presenta il documentario di Yuri Ancarani sul designer Carlo Mollino: Sèance racconta la misteriosa e poliedrica figura di Carlo Mollino. Il lavoro è inserito all’interno della mostra "Shit and Die" prodotta da Artissima, che segna il ritorno come curatore di Maurizio Cattelan affiancato da Myriam Ben Salah e Marta Papini. “La casa del riposo del guerriero“, l’abitazione segreta alla quale Molino ha lavorato dal ’60 al ’68, dove non ha mai vissuto, di cui non ha mai parlato mentre era in vita né ha mai scattato fotografie, sarà il luogo adibito alla proiezione che avverrà, in contemporanea alla mostra, anche su Sky Arte HD (l'anteprima sul canale è stata il 4 novembre).

Architetto, designer, fotografo, scrittore, pilota di aerei e di auto da corsa, Mollino è una delle personalità artistiche più ‘uniche’ del XX secolo ed è per questo, come afferma il Direttore di Sky Arte HD, Roberto Pisoni, che gli si è voluto rendere omaggio: “Sèance è una piccola gemma che, per forza visiva e eleganza registica, ha superato ogni aspettativa. Il fatto che sia stata scelta da Maurizio Cattelan per "Shit And Die" ci rende ancora più orgogliosi. Conferma quanto sia stimolante e necessario, per Sky Arte, collaborare con artisti italiani di talento e sperimentare costantemente sul linguaggio audiovisivo”.

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Così Yuri Ancarani racconta invece la genesi del documentario: "In verità è il primo lavoro di cui faccio veramente fatica a parlare, perché ancora mi sto facendo delle domande. È nato perché Maurizio mi ha commissionato il lavoro per "Shit and Die", ma stando molto sul vago, dicendomi solo se mi andava di fare un giro a Torino per fare dei sopralluoghi. Durante uno di questi sopralluoghi ho incontrato Fulvio Ferrari, e mi ha raccontato che stava organizzando una cena perché voleva fare delle domande a Mollino – con questa semplicità e normalità che possono trovarsi solo a Torino. Eravamo in centro, fuori c’era un bosco, c’era il fiume, nella casa c’erano questi animali stampati, oggetti, e Fulvio mi parlava di queste domande che voleva fare a Carlo, e lì ho capito che era questo il film che dovevo fare, e quando si decide di fare dei film così bisogna essere pronti al fallimento più totale, perché non sai come andrà a finire. E soprattutto non si ha a che fare con degli attori, a cui dici cosa devono fare. Sono persone che vivono la loro vita e fanno quello che fanno in libertà, quindi non sempre uno è d’accordo sull’essere filmato. Non è semplice, il rischio è sempre alto. È difficile spiegare questo film".

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