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Autore Enrico Bulleri :: 5 Aprile 2017

Valeria Golino al Lucca Film Festival 2017. Premiazione alla carriera e presentazione di "Per Amor Vostro" di Giuseppe M. Gaudino

Valeria Golino al Lucca Valeria Golino al Lucca Film Festival 2017. Auditorium Vincenzo da Massa Carrara- Fondazione Ragghianti

Martedì 4 aprile al Lucca Film Festival è stato il giorno di Valeria Golino, ospite d'onore della Manifestazione. Ieri sera ha ricevuto al cinema Astra il consueto premio alla carriera del festival, e ha fatto la presentazione in un incontro col pubblico del film di Giuseppe M. Gaudino, “Per Amor Vostro”, con protagonisti lei e Adriano Giannini.

Mentre nella mattina c'è stato il consueto incontro con gli studenti liceali e la stampa, nella sala convegni Vincenzo da Massa Carrara della Fondazione Ragghianti, parlandoci delle proprie esperienze da attrice sia italiana che internazionale, e della sua permanenza giovanile ad Hollywood per alcuni film americani anche riusciti come, con la regia di Sean Penn, “Lupo Solitario”(Indian Runner) nel 1991, e “Fuga da Los Angeles” (Escape from L.A.) (1996) di John Carpenter, e importanti e di successo quali “Rain Man” (1988) di Barry Levinson. "Hollywood è una città insidiosa e irta di pericoli, dato che è la città in cui tutti coloro che vogliono fare parte del cinema a vari livelli, sia davanti che dietro la cinepresa, vi confluiscono. Ma è un mondo molto competitivo, molto più del nostro o di come possiamo semplicemente immaginare se non ne facciamo parte, e può facilmente stritolarti. Oramai i registi, tranne rare eccezioni, fanno parte del sistema, nel cinema europeo non è così, o almeno non ancora in maniera così spudorata. E a me a Los Angeles è andata pure positivamente, sono stata trattata bene, ero una ragazza giovane e mi sono abbastanza divertita, ma adesso sono solo una signora di mezza età e non credo proprio che ci possano più essere possibilità per me, o fare al caso mio in ogni caso”.

Adesso la Golino si trova anche dietro la cinepresa come regista, e di questo a proseguito a raccontare, e quindi del perchè si era fortemente raffreddata per come è apparsa all'incontro, "Credo di essermi ammalata – racconta l'attrice – perché in questo momento sto curando la fase preparatoria del mio secondo  film, quella fase cioè dove vedi solo i problemi. Sto facendo i casting per scegliere gli interpreti ed è una scelta molto delicata. Da attrice non mi rendevo conto quanto fosse difficile la scelta per il regista. Solo adesso capisco che è una scelta anche irrazionale: incontri attori di talento, ma senti che non sono loro i tuoi protagonisti. E' successo anche per il film Miele: ad un certo punto Jasmine Trinca e Carlo Cecchi si sono intrufolati nella mia immaginazione e li ho scelti, nonostante al momento dei provini in realtà Jasmine non avesse dato il meglio di sé".

Ma perchè, Valeria come altre sue colleghe prima e dopo nel cinema italiano degli ultimi anni, è anch'essa passata alla regia?

“Per volontà di diversificare ed affermarsi in un campo talmente diverso, di affermare le proprie idee e la propria sensibilità, seppure fra le innumerevoli difficoltà del riuscire a produrre un film in Italia, oggi. Come sappiamo nel cinema italiano fino alla fine degli anni ottanta era una ricchezza e un investimento spesso redditizio produrre un film, mentre adesso tutto questo si è talmente ristretto al punto di avere al massimo tre o quattro grandi case di produzione che decidono di tutto e gestiscono l'intero mercato, mentre le piccole produzioni o gli indipendenti come si diceva una volta, sono già felici se non finiscono con la solita bancarotta. Ogni volta mi dico che sarà l'ultima e non ci proverò più, ma poi il coraggio e non la paura, ha la meglio in me stessa.”

Per quanto riguarda i progetti futuri fuori o dentro al cinema “ A me piacciono i film belli e basta, non mi è mai importato se si trattasse di un blockbuster ben fatto o di un film d'essai e di nicchia, però i gusti e soprattutto quelli giovanili sono mutati per effetto di internet, e con essi le stesse abitudini e metodi di fruizione stessa, di un film. La cui visione al cinema con altre persone e non da soli, rintanati davanti al proprio schermo di un pc, di uno smartphone, di un pc o di quello che sia, è ovviamente imparagonabile a tutti i livelli. In futuro continuerò ad essere nel cinema che possa essere come attrice che come regista, una cosa non può e non deve escludere l'altra, perchè conosco i miei limiti e faccio ciò che so fare. Ad esempio qualche tempo fa mi venne proposto di fare la scrittrice e scrivere anche io un libro. Non l'ho fatto perchè non reputo di saperlo fare e non è il mio campo. Nel cinema ho lavorato molto, e oramai ho maturato una certa esperienza, anche se magari chissà, avrei potuto fare di più.”

Film Festival 2017. Auditorium Vincenzo da Massa Carrara- Fondazione Ragghianti Valeria Golino al Lucca Film Festival 2017

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