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Autore Redazione :: 11 Dicembre 2017

È Lech Kowalski il vincitore dell'edizione 2017 di FILMMAKER, che si è chiusa a Milano ieri, domenica 10 dicembre

I pay for your story

È Lech Kowalski il vincitore dell'edizione 2017 di FILMMAKER, che si è chiusa a Milano ieri, domenica 10 dicembre. La giuria del Concorso internazionale, composta dalla giornalista e regista Paola Piacenza, dalla regista Marina Spada e dallo scrittore Stefano Valenti, ha assegnato infatti il Primo Premio al film I Pay for Your Story, con la seguente motivazione: "Il film, con la sua capacità visionaria, anticipa un possibile disegno futuro: una società di persone senza occupazione, viventi ai margini, per cui apparire in programmi di intrattenimento basati sul dolore rappresenta l'unica possibilità di esistenza e di reddito. Nella voluta ambiguità del dispositivo l'autore esprime un preciso progetto estetico e politico".

Il Secondo Premio è andato a El mar la mar di Joshua Bonetta e J.P. Sniadecki: "Nella terra di nessuno del deserto di Sonora, uno sconfinato  mare di sabbia dove innumerevoli vite si perdono senza lasciare traccia, gli autori intessono un racconto notturno fatto di testimonianze senza volto e senza nome. L'invisibilità dei migranti in cerca dell'eldorado americano è un potente atto di accusa  nei confronti di un progetto politico diffuso".

Sui film del Concorso internazionale si è espressa anche la Giuria Giovani, coordinata da Antonio Pezzuto, che ha assegnato il Premio Giovani a Paris est une fête di Sylvain George: "Perché con uno stile frammentario esalta la precarietà della bellezza e offre uno sguardo interno e partecipe agli eventi della Parigi degli ultimi anni. Un affresco caotico capace di mostrare le diverse forme del potere e le resistenze a esso".

La giuria del Concorso Prospettive, composta dalla giornalista Ilaria Feole, dal regista Pietro Pasquetti e dal produttore Gianfilippo Pedote, ha assegnato i seguenti riconoscimenti: Primo premio a L'estinzione rende liberi di Demetrio Giacomelli, "per la capacità di trattare un tema rilevante come quello della fine della storia, con spudoratezza e con soluzioni cinematografiche che rielaborano ironicamente l'immaginario contemporaneo"; Secondo premio a Prologo e ecfrasi su Alberto Camerini di Riccardo Giacconi, "un singolare e visionario ritratto in cui lo sguardo del regista dialoga in modo personale con la storia dell'artista e con la sua icona, grazie a un efficace e sorprendente lavoro sull'immagine e sul montaggio". Il Premio Movie People è andato a La gabbia di Caterina Ferrari, "per la capacità di rappresentare, all'interno di un dispositivo simmetrico e rigoroso, le fatiche fisiche e spirituali di corpi fatalmente tesi alla lotta, guardati con attrazione quasi erotica".

FILMMAKER è sostenuto da Comune di Milano, Regione Lombardia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la collaborazione di Maison Olibere, Fondazione Cariplo, Forum Austriaco di Cultura, Goethe-Institut Mailand, Centro Ceco di Milano, Institut français Milano, Start.Srl, Confcommercio Milano, Le Rosse.

Al centro della manifestazione, come sempre, il cinema documentario e – più in generale – “di ricerca”. Un’identità netta e riconoscibile che da quasi quarant’anni fa del festival, all’interno di un panorama nazionale affollato di appuntamenti, un punto di riferimento certo per chi vuole scoprire e sostenere nuovi autori, nuove forme cinematografiche, nuove relazioni con il pubblico. E non è un caso che tra i “nuovi” autori portati per la prima volta all’attenzione degli spettatori italiani, figurino nomi diventati col tempo degli autentici “classici”, da Ulrich Seidl a Frederick Wiseman, da Rithy Panh a Errol Morris.

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