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Autore Pierre Hombrebueno :: 7 Ottobre 2014

Oscar 2015: i vari paesi coinvolti nella categoria Miglior Film Straniero schierano i propri candidati. Tra i titoli più rinomati, gli ultimi film dei Dardenne, Xavier Dolan, Paolo Virzì, Nuri Bilge Ceylan, Ann Hui, Bertrand Bonello e Lav Diaz

Marion Cotillard in "Due giorni, una notte" dei fratelli Dardenne

Conosceremo le nomination ufficiali agli Oscar 2015 soltanto il prossimo 15 Gennaio, ma i vari paesi coinvolti nella categoria Miglior Film Straniero sono già pronti a scendere in campo per una battaglia fino all'ultimo fotogramma con i propri candidati. Difficile prevedere chi possa entrare in cinquina, ma è certo che alcuni nomi partano sicuramente più favoriti di altri, magari per aver vinto dei riconoscimenti internazionali importanti, per la rinomanza dei propri registi, o per le tematiche particolarmente care ai giurati.

Dopo la vittoria dell'anno scorso, l'Italia potrebbe avere più di una speranza, avendo da poco annunciato il suo candidato, Il capitale umano di Paolo Virzì, dramma corale serrato che ha le potenzialità di convincere per il suo affiatatissimo cast.

Che dire poi di Xavier Dolan, vincitore come Miglior Regia allo scorso Festival di Cannes: il suo Mommy è il titolo scelto dal Canada, e chissà che dopo aver conquistato Jessica Chastain, non ce la faccia ad incantare anche il resto dell'Academy. Di sicuro tra i favoritissimi è poi la nuova pellicola dei fratelli Dardenne, Due giorni, una notte, che rappresenterà il Belgio grazie anche al sostegno di un'attrice come Marion Cotillard, già vincitrice dell'Oscar per La vie en rose.

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In corsa per la nomination è anche l'ultima Palma D'oro di Cannes, Il regno d'inverno - Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan, il quale batterà bandiera turca. Che possa risultare troppo d'essai per i gusti dell'Academy? Di certo non più di Leviathan di Andrey Zvyagintsev, scelto dalla Russia, e di Timbuktu di Abderrahmane Sissako, candidato della Mauritania. Nella lista generale, segnaliamo inoltre From What is Before dell'amatissimo autore filippino Lav Diaz (scelta coraggiosa ma sbagliata, in quanto non succederà mai che un film di 338 minuti venga nominato agli Oscar), The Golden Era di Ann Hui (Hong Kong); il dramma in b/n Ida di Pawel Pawlikowski (Polonia); Saint Laurent di Bertrand Bonello (Francia); e The Way He Looks di Daniel Ribeiro (Brasile), romance gay tra due adolescenti che potrebbe forse colpire l'Academy per la sua tenera dolcezza. Insomma, a giudicare dai titoli, sarà una dura lotta, sia per i giurati che per noi cinefili, chiamati in causa nella zona tifoseria.

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