Ritratto di Rita Andreetti
Autore Rita Andreetti :: 19 Maggio 2014

La degenza seguente l'intervento alla schiena ha forzato il musicista italiano a rimandare i concerti in programma a marzo al prossimo giugno

Ennio Morricone

La lunga attesa pareva si dovesse allungare ulteriormente: Ennio Morricone, a causa del recupero necessario seguente l'intervento di ernia al disco subito in data 20 febbraio, era stato costretto a posticipare i concerti in programma nel Nord America e in Messico per lo scorso marzo.

Grande rammarico per i fan all'annuncio, soprattutto per quelli di Los Angeles, che aspettavano una sua esibizione sin dagli inizi della carriera, ma pure per i Newyorkesi, che invece attendevano il bis (la prima performance risale tuttavia al 2007). Finalmente da oggi potranno dormire sonni tranquilli, visto che sono state ufficialmente annunciate le nuove date: 13 giugno New York, 15 giugno Los Angeles e una capatina finale in Messico il 18. A queste date poi faranno seguito gli appuntamenti europei.

Il Maestro, Oscar alla carriera nel 2007 - "in recognition of his magnificent and multifaceted contributions to the art of film music" - , ormai 85enne, dirigerà una orchestra di 100 musicisti e cantanti sui brani più conosciuti della sua produzione. Una produzione di oltre 500 musiche composte per i film, tra cui si citano per dovere di cronaca: Per un pugno di dollari, C'era una volta in America, Mission, Nuovo Cinema Paradiso, La leggenda del pianista sull'oceano.

Questa la dichiarazione seguente l'annuncio del rinvio:

"Cari amici, sono così triste di non potervi incontrare, ma avendo avuto un intervento chirurgico lo scorso 20 febbraio, i miei medici mi hanno dato precise istruzioni di non volare per il momento su lunghe distanze per garantire un pieno recupero post-operatorio. Avevo sperato che avrebbero cambiato idea, ma purtroppo loro hanno insistito in questa raccomandazione. Non vedo l'ora di incontrarvi a Giugno". Ennio Morricone, Roma.

In attesa di nuove produzioni, facciamo al Maestro Morricone i nostri più sentiti auguri di un pieno recupero, e che le date americane non siano che l'inizio di un nuovo lungo lavoro.

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