Ritratto di Silvia Ricciardi
Autore Silvia Ricciardi :: 2 Luglio 2015

L'attore è apparso, agli occhi attenti dei fotografi, ringiovanito, più magro, biondo e con un viso dai lineamenti molto diversi rispetto alle sue più recenti apparizioni in pubblico. Dovrà recitare in un biopic sul rugbista Gareth Thomas

Mickey Rourke

Mickey Rourke appare cambiato totalmente nelle nuove foto che impazzano sul web! L’occhio attento dei fotografi lo ha immortalato per le vie di Los Angeles, dove è apparso irriconoscibile: l'attore è sembrato ringiovanito, più magro, biondo e con un viso dai lineamenti molto diversi rispetto alle sue più recenti apparizioni in pubblico.

Sembra quasi certo che i cambiamenti visibili ad occhio nudo siano il frutto di un minuzioso lavoro della chirurgia estetica, ma alla base sembrano esserci ragioni professionali: Mickey Rourke dovrebbe essere chiamato ad interpretare un biopic sul rugbista Gareth Thomas e proprio per prepararsi al meglio per questo ruolo avrebbe ceduto nuovamente alla chirurgia estetica.

Fotografato per le strade di Beverly Hills, Rourke non sembra essere realmente lui. Il divo, che già in passato si è servito delle possibilità offerte dalla chirurgia estetica, mostra un volto privo dei gonfiori e di rughe. Non solo, i capelli grigi degli ultimi mesi hanno lasciato il posto ad un nuovo look castano con mèches bionde. Bisogna però sottolineare come l'esistenza di Rourke sia stata da sempre caratterizzata da periodi di gloria e ripidi declini verso zone più fosche.

Alternando la passione per la boxe a quella per il cinema, inizialmente colpì il pubblico con ruoli da sex symbol come nel celebre 9 settimane e 1/2. Mirabili furono le interpretazioni in film quali L'anno del dragone o Ore disperate. Ma dopo il periodo di maggior splendore si fece largo il ripido declino, gli incontri di boxe ed i ruoli ridicoli più ridicoli.

Ma nel mirabile The Wrestler di Darren Aronofsky Michey Rourke ritrova tutto il suo talento in una performance da protagonista che può essere definita senza ombra di dubbio in parte autobiografica: il ruolo di pugile in stato di decadenza, tanto fisica quanto morale, costringe Rourke a confrontarsi con la realtà, la sua realtà, che lo lancia verso la vittoria di un meritato Golden Globe e la quasi vittoria dell’ambito Oscar.

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