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Autore Rita Andreetti :: 26 Settembre 2014

Anche il Google cinese apre una sezione dedicata al crowd funding, Baifa Youxi, seguendo le orme di Alibaba di Jack Ma

Il motore di ricerca più utilizzato dai Cinesi ha deciso di aprire una branca dedicata al cinema, diversificando l'offerta. Baidu segue così l'esempio di Alibaba, che all'inizio di quest'anno si era inventato un sistema con strepitosi effetti, per aprire ufficialmente il crowdfunding in Cina, dato che si tratta di una forma commerciale ufficialmente vietata.

Tanto per intenderci, è come se Google si inventasse la “croogle-funding” per progetti di film, ma soprattutto è come se tutto questo succedesse in un ambiente che manca ancora di una regolamentazione precisa e lascia largo spazio di manovra agli ingegni della finanza.

Dopo il botto di Jack Ma e della sua Alibaba alla borsa di New York, un botto interstellare ci sarebbe da dire, era evidente che l'esempio non avrebbe fatto fatica ad essere seguito. Ecco quindi che Baidu si è messo d'accordo con la Central Picture Corporation di Taiwan, la Citic Bank e lo studio DeHeng ed è partito per l'avventura del finanziamento filmico popolare, Baifa Youxi. Anche questa volta, come per l'esperienza di Yulebao di Jack Ma (qui la notizia), i meccanismi sono confusi e giovano dell'attuale indecisione legislativa attorno a questi stratagemmi finanziari di ultima uscita. Infatti, si tratta di una via di mezzo tra una produzione e una finanziaria, a detta dello stesso GM.

Roba da non credere. In Italia le produzioni chiudono, i fondi si esauriscono, i mecenati spariscono, e in Cina si fa a gara a chi si tuffa per primo nel mare della produzione cinematografica.

Addirittura, la nascita di Baifa Youxi è avvolta da una grande confusione sulla data di inaugurazione: tramite Xinhua, il GM sembra sostenere che il meccanismo abbia già partecipato al finanziamento di un film. Questo, ha lo stesso titolo dell'ultima produzione di Ann Hui, giusto per rendere la distinzione più agevole. L'agenzia riporta che per questa produzione, al sito siano arrivati quasi 3 milioni di dollari, superando di circa il 20% l'obiettivo, grazie ai click di oltre 3000 investitori.

Il funzionamento di Baifa Youxi prevede il solito meccanismo di ricompensa e fidelizzazione, se non fosse che, se segue effettivamente le orme del capofila, si rivolgerà nuovamente a prodotti che di finanziamento dal basso proprio non hanno bisogno. Ad ogni modo, gli utenti possono investire da un minimo di 10 RMB (1.2 € circa) con la promessa di un ritorno d'interesse tra l'8 e il 16%. Questo è un dettaglio fondamentale poiché è esattamente ciò preserva (per ora) questi siti dall'incappare nelle mire del Governo: il passaggio cioè da un prodotto finanziario, garantisce loro la possibilità di apparire di facciata come giovani kickstarter per il pubblico cinese, ma di tradursi poi in prodotti pensionistici (come Yulebao) o di investimento (Baifa Youxi transita infatti per il Baidu Fund).

Se anche Baidu fa notizia perché è a tutti gli effetti il gigante tra i motori di ricerca cinesi, suo malgrado non è arrivato che terzo: è stato infatti preceduto da Tencent, un altro gigante, ma dell'industria mediatica (videogiochi, internet, telefoni cellulari...), che ha annunciato la settimana scorsa la propria divisione filmica, Tencent Movies. Ora vediamo chi è il prossimo.

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