Ritratto di Rita Andreetti
Autore Rita Andreetti :: 5 Maggio 2014

Il taglio di alcune delle serie americane più seguite online in Cina: due passi indietro nelle questioni del diritto d'autore

Il cast di The big bang theory

L'annuncio del taglio delle serie americane dai canali video online aveva fatto un certo scalpore (qui la notizia): The Big Bang Theory, The Good Wife, NCIS e The Practice sono incappate nelle maglie della censura. Grande delusione infatti da parte dei fans (ad oggi 13 volte di più che in passato, stimati attorno ai 5 milioni di users che pagano per vedere film online), che potrebbero scegliere di ritornare al DVD pirata; e in secondo luogo, disappunto da parte dei gestori di video-on-demand cinesi, che hanno per primi operato un enorme investimento nell'acquisto dei diritti di proiezione dal partner commerciale americano. Questo in netto anticipo sui tempi che il Governo cinese sta impiegando per riconoscere anche in loco una equilibrata legge sul diritto d'autore e di tutela delle produzioni cinematografiche e televisive.

Ad oggi, tuttavia, pare non potersi replicare la positiva esperienza del canale Sohu del 2010 avvenuta con l'acquisto dei diritti di Lost. O lo spopolante successo ottenuto da Friends, Breaking Bad e 2 Broke Girls. Anche perché la macchina censoria si fa sempre più imprevedibile: dove le avventure nerd di Sheldon sono state messe a tacere, The walking dead continua a camminare, appunto, imperterrito, per gli schermi cinesi.

Se infatti in principio pareva che la censura si dedicasse al taglio dei contenuti violenti, volgari (come è stato per Django Unchained giusto l'anno scorso, in alcuni casi fermato addirittura con irruzione di poliziotti in sala!!), e altri considerati lesivi dell'immagine della nazione cinese, ora la musica sembra cambiata, e pare piuttosto che della melodia non siano in tanti a capirci qualcosa. Le regole cioè si fanno sempre più fumose e meno asservibili alle esigenze di mercato. Quanto infatti l'esempio di Tarantino sopra citato era già parso un monito per Sony e tutte le amiche majors, questa volta l'attacco al web si rivolge a compagnie locali private, eventualmente quotate in borsa, che hanno già sganciato un certo investimento nell'acquisto dei diritti, come appunto per i già menzionati Sohu e The Big Bang Theory; investimento ora perso. Il tentativo quindi di riaddomesticare il mercato libero e privo di diritti della Cina verso un controllo dell'autorialità e, in concreto, il pagamento della fruizione dei contenuti, è per ora solo nelle mani di tentativi individuali delle compagnie distributrici degli stessi.

Chi l'ha scampata in questo confronto? Ovviamente e nuovamente il Governo, che, proibita la proiezione online, ha promesso a breve una versione “ripulita” della gang dei cinque californiani sugli schermi di CCTV, controllatissima televisione nazionale, la stessa che poi, nei suoi canali a pagamento, offre una seppur modificata, versione di Games of Thrones!

Il problema della libera circolazione dei contenuti in Cina è andato aggravandosi negli ultimi anni, quando cioè l'aumentare dei mezzi di diffusione dei contenuti, raramente soggetti ad un corrispettivo, ha automaticamente favorito l'incrementare del pubblico potenziale: ecco che la perdita in termini di biglietti (siano essi cartacei o online) si è fatta notare da quegli stessi che i contenuti li hanno prodotti e non hanno visto un centesimo dell'introito, deviato sui distributori pirata o i portali online. Tuttavia, l'accesso al mercato cinematografico e televisivo non ufficiale, rimane per i più piccoli l'unica soluzione per raggiungere gli schermi di questa parte di mondo, evitando lo sforbiciare disordinato e incomprensibile della censura.

Tag: 

Categorie generali: 

Facebook Comments Box