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Autore Redazione :: 30 Maggio 2017

Non uccidere: al via la seconda stagione dal 1° giugno. La prima parte (12 episodi da 50’) in onda dal 1° giugno su RaiPlay e in 6 serate da lunedì 12 giugno su RAI 2. La seconda parte verrà distribuita in autunno

Non uccidere

Non uccidere: al via la seconda stagione della serie tv dal 1° giugno. La prima parte (12 episodi da 50’) in onda dal 1° giugno su RaiPlay e in 6 serate da lunedì 12 giugno su RAI 2. La seconda parte verrà distribuita in autunno.

Ventiquattro puntate da cinquanta minuti ciascuna. Ventiquattro nuovi casi per l’ispettore Valeria Ferro (Miriam Leone).
Ogni episodio di Non uccidere è costruito intorno a un’indagine che riguarda un delitto in famiglia, o, più genericamente, consumato all’interno di una comunità chiusa.

Un mondo, quello che gravita intorno all’omicidio, esplorato attraverso le indagini e i punti di vista di tre personaggi legati alla vicenda raccontata nella puntata. Storie ispirate alla cronaca nera più o meno recente, per svelare le relazioni sentimentali che spesso sono dietro il trauma di un delitto. Crimini tra persone che spesso si sono amate e odiate: gelosie, vendette, rabbie represse o semplicemente raptus momentanei, in cui la verità insiste sempre a nascondersi.

La seconda serie di Non uccidere andrà in onda in prima serata su Rai 2 a partire dal 12 giugno (12 episodi da 50’). I primi 12 episodi da 50’ saranno disponibili su RaiPlay a partire dal 1 giugno.

Non uccidere, una delle serie più innovative della fiction italiana, è stata distribuita in vari paesi del mondo ed è attualmente in onda, con la prima stagione, in Francia e in Germania sul canale franco-tedesco ARTE.

Non uccidere è anche sui social, dove dialoga con gli appassionati della serie offrendo contenuti extra, accesso al backstage e interviste al cast.
Una campagna web per annunciare la serie in anteprima esclusiva su RaiPlay, realizzata con la partecipazione di due tra gli street artist italiani più interessanti, Lucamaleonte e JB Rock.

I video sono diretti da Alessandro Grespan e Stefano De Marco di ZERO e prodotti da FremantleMedia.
In ogni video della campagna “Non Giudicare” è ritratto un personaggio (un ragazzo, una donna e un uomo di mezza età) in un contesto minimale e simbolico che assume in pochi secondi un risvolto sorprendente e inquietante.

Perché per trovare la verità bisogna guardare le cose dal giusto punto di vista: esattamente ciò che fa l’ispettore Valeria Ferro per risolvere i suoi casi. 

Sinossi:
La protagonista del racconto è sempre lei, Valeria Ferro (Miriam Leone), ispettore in forze alla Squadra Omicidi della Mobile di Torino – una poliziotta giovane ma estremamente abile, forte di un intuito fuori dal comune e soprattutto di un’ossessione che muove tutto il suo agire: quella per la verità. Il suo passato racconta di una ferita che risale all’adolescenza, quando sua madre Lucia era stata condannata per l’omicidio del marito.

Nella prima stagione, con l’uscita dal carcere di Lucia, Valeria ha affrontato i fantasmi del passato cercando di scoprire la verità riguardo alla morte del padre: chi l’ha ucciso davvero? E, sul finale di stagione, la scoperta: quell’uomo non era il suo vero padre.
Una verità scioccante a cui si aggiunge, all’inizio della seconda stagione, un altro mistero: Lucia, infatti, scompare. Le ricerche che si susseguono nel corso dei primi due episodi portano a una drammatica scoperta... Un brutto colpo per la nostra protagonista che arriverà a mettere in discussione il suo stesso ruolo nella polizia. La presenza di Andrea, il collega con cui Valeria ha adesso instaurato un rapporto sentimentale stabile, sarà fondamentale per farla uscire da questo brutto momento.

Ma l’entrata in scena di due nuovi personaggi stravolgono nuovamente la vita di Valeria. Si tratta di Giuseppe Menduni, l’uomo che le confessa essere l’assassino di Lucia e che avrà ancora molti segreti da svelare e di sua figlia Viola, con la quale Valeria instaurerà invece un rapporto di forte complicità. 

NOTE CREATIVE
di Claudio Corbucci
L’innovazione principale di questa seconda stagione di Non Uccidere è rappresentata dal formato: 50 minuti a episodio in sostituzione dei vecchi che duravano invece 1h49’. Una piccola “rivoluzione" del nostro format, che ha portato con sé una duplice sfida: da una parte, mantenere in un formato dimezzato la complessità tematica e drammaturgica che caratterizzava le storie nella prima stagione; dall’altra garantire la massima varietà di ambientazioni, contesti familiari e casi polizieschi, senza ripetizioni, nella tastiera aumentata dei 24 episodi. Il tutto nella cornice di un modello produttivo da serie industriale – lo stesso dell’anno scorso – da “stirare” il più possibile, con le nostre intenzioni di partenza, che guardano ai modelli della grande serialità internazionale.

Al termine di un intenso, laborioso percorso creativo e produttivo, crediamo di esserci riusciti. La seconda stagione di Non Uccidere mantiene intatta l’identità visiva chiara e riconoscibile della prima – il look moderno e l’impostazione registica attenta alle atmosfere. Al contempo, mette in campo nei 24 episodi, 24 microcosmi familiari fortemente caratterizzati non solo dalle storie gialle e dalle indagini di Valeria ma anche dalle scenografie, dalle location, dai volti e dai corpi dei personaggi di puntata e dai sistemi relazionali tipici che raccontiamo. Una scuola di danza, un monastero, una grande fabbrica siderurgica, una comune hippy, una palestra di MMA: la seconda stagione di Non Uccidere vuole mettere in campo, più ancora della prima, un universo narrativo complesso e stratificato che fornisce una lettura del reale italiano attraverso le lenti del genere. Il noir poliziesco innanzitutto, ma occasionalmente anche il thriller: sempre nella ibridazione con il dramma familiare, che è la nostra cifra caratteristica sin dalla prima stagione.

Il filo rosso rimane, naturalmente, Valeria. Suo è lo sguardo attraverso cui si dipanano le indagini verticali e sua è la vicenda umana, familiare e sentimentale che percorre orizzontalmente la serie. Uno dei nostri obiettivi in questa stagione era lavorare il più possibile sui sentimenti della nostra protagonista, mettendola di fronte a sfide emotive e personali dalla posta in gioco sempre più alta. L’abbiamo fatto, e il risultato è una Valeria che rivela sfaccettature inedite del suo carattere: fragilità e momenti di empatia di cui, forse, nemmeno lei era a conoscenza.

Un grande impegno di scrittura, quindi. Ma un impegno altrettanto imponente dal punto di vista produttivo: circa 24 settimane di solo shooting a Torino (più la preparazione e la post produzione), per una varietà di attori, location e situazioni davvero rara per una serie generalista. Siamo convinti che il risultato finale sia un ulteriore passo avanti rispetto alla prima stagione e che il pubblico sarà conquistato dal progetto tanto quanto noi che lo abbiamo attraversato in questi mesi. 

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