Ritratto di Ilaria Floreano
Autore Ilaria Floreano :: 23 Ottobre 2014

I monosala cittadini chiudono o si convertono, i multisala puntano sui blockbuster. Nexo Digital riporta pubblico in sala con film su mostre d'arte, balletto e teatro. E con "Gomorra la serie" si aprono le frontiere alla tv su grande schermo.

Hermitage revealed

Il pavone in rame dorato di James Cox apre il film Hermitage Revealed con la sua rotazione maestosa del collo e della ruota: il becco si apre leggermente e la magia del meccanismo costruito nel 1777 a Londra riproduce intatto l’incanto dello spettatore. Questo capolavoro di orologeria è uno degli oltre tre milioni di pezzi che riempiono le duemila stanze dell’Ermitage, il museo più grande del mondo che quest'anno compie 250 anni, e uno dei rari esempi di museo-palazzo in cui è possibile osservare non solo grandi collezioni di quadri, sculture, monili, spade, argenti e arazzi, ma l’arredamento originale su cui si sono posati sguardo e terga di Caterina La Grande, che a partire dal 1764 si impegnò nel grandioso progetto Ermitage, e dei suoi imperiali successori.

Grazie all’iniziativa Nexo Digital lo splendore promanante da questa realtà rivive in sala: quello della dolcissima Madonna Litta di Leonardo (come al solito tra i quadri più ammirati dai turisti), del sentimentale gruppo Le Tre Grazie di Canova, della magniloquente Venere di Tauride, che fu data da Papa Clemente XI allo zar Pietro I nel 1718 con la promessa di ricevere in cambio le reliquie di Santa Brigida (mai pervenute in Santa Sede) e la cui bellezza era tale da indurre un giovane (Plinio dixit) a innamorarsene al punto da lasciare tracce di sé sul marmo.

Hermitage Revealed è il primo titolo del nuovo ciclo proposto dalla casa di produzione e programmazione cinematografica che ha trasformato l’esperienza spettatoriale in qualcosa di completamente diverso: teatro, balletto e mostre d’arte dal teatro e dai musei arrivano sui grandi schermi e permettono di assistere a retrospettive altrimenti improbabili (per costi e spostamenti). Nelle prossime settimane seguiranno Musei Vaticani 3D (4 novembre), Matisse (dalla Tate Gallery, 9 dicembre 2014), Vermeer (dal Mauritshuis, 13 gennaio 2015), Rembrandt (dal Rijksmuseum, 10 febbraio 2015), Van Gogh (dal Van Gogh Museum di Amsterdam, 14 aprile 2015) e Gli impressionisti (dalle collezioni di Parigi, Londra e Stati Uniti, 26 maggio 2015).

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È la crisi, bellezza: in un periodo che vede chiudere cinema di paese e trasformare i monosala cittadini in boutique di moda franchised, in cui il gusto di sedersi al buio a seguire una storia rischia di restare incastrato tra un nacho e una sorsata di Coca Cola, Nexo Digital ha avuto il grande merito di sviluppare un’idea semplice e geniale a cui nessuno aveva pensato: sfruttare il fascino inesauribile, ma per alcuni impolverato, delle grandi arti e donare loro nuova vita grazie all’alta definizione e alla tecnologia più avanzata: grazie ai film proposti da Nexo Digital è possibile osservare il più piccolo dettaglio di un quadro, il movimento ravvicinato dell’étoile, la goccia di sudore stillare da Kenneth Branagh mentre interpreta Macbeth nella chiesa sconsacrata di Manchester (novembre 2013). Il tutto accompagnati da guide d’eccezione che introducono i protagonisti del luogo visitato o dello spettacolo a cui si assiste, penetrando nei meandri inaccessibili al pubblico, indagando i recessi della Storia e le minuzie della storia.

Alla mancanza di originalità che affligge certa produzione cinematografica, Nexo Digital risponde con film realizzati ad hoc che restano in sala uno o al massimo due giorni, facendo dell’“andare al cinema” un evento com’era agli albori della sua storia. È preferibile prenotare (in certi casi, come per la proiezione dei grandi film del passato in versione restaurata, i biglietti vanno esauriti in poco tempo) e si ha la sensazione di prendere parte a un’occasione unica e speciale (alcuni hanno la tentazione di vestirsi bene come se andassero davvero a teatro).

L’ultima arrivata è la televisione: è recente il passaggio in sala di Gomorra, serie televisiva prodotta da Sky e distribuita nei cinema da The Space Movies e Universal Pictures Italia, primo esempio di migrazione televisione-cinema nel Belpaese e ulteriore orizzonte per la fruizione in sala.

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L’accostamento tra arti classiche e televisione potrebbe apparire sornione, ma è paradossalmente vero che è la televisione il campo di sperimentazione cinematografica più attivo, oggi.

E, fatto salvo l’intento artistico delle proposte, tutto ciò che permette alle sale di sopravvivere e attirare pubblico è cosa buona e giusta.

 

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