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Autore Redazione :: 17 Dicembre 2014

Oltre a “The Big Lebowski” e “Salvate il soldato Ryan”, scelti per il 2014 altri importanti classici come “Rosemary’s Baby” di Polanski e “Piccolo grande uomo” di Arthur Penn

The Big Lebowski

Il National Film Registry, della Biblioteca del Congresso degli Stati uniti, ogni anno seleziona venticinque opere prodotte nel paese, che siano almeno vecchie dieci anni. L’obiettivo è quello di conservare per le generazioni future la conoscenza di un patrimonio artistico enorme e anche sfuggente. La scelta delle varie opere è davvero difficile e a scorrere le vari selezioni annuali, si scoprono molte cose curiose, per esempio, solo nel 2010 è stata selezionata La febbre del sabato sera del 1977, che certo rappresenta un pezzo di storia importante, tanto che oggi il film ha più un valore documentario che altro… Ma le sorprese e le citate curiosità ci sono praticamente ogni anno. Soltanto l’anno scorso sono stati finalmente ricordati Mary Poppins (1964) di Robert Stevenson e I magnifici sette (1960) di John Sturges, film che erano già da molto tempo entrati nell’immaginario cinematografico. Pulp Fiction del 1994 faceva parte della stessa rosa di prescelti…

Quest’anno i media statunitensi hanno già puntato l’attenzione sulla presenza fra i 25 del capolavoro dei fratelli Joel ed Ethan Coen, The Big Lebowski (1998), film che forse è uno spartiacque nella rappresentazione della routine quotidiana americana, sempre più spinta verso la disillusione che ha portato agli eccessi la moda delle parodie. Chissà forse che proprio nell’ironia surreale del protagonista “The Dude”, interpretato da un magistrale ed indimenticabile Jeff Bridges, stia il segreto di tante sceneggiature degli ultimi anni che in fondo hanno scopiazzato quello script. Il cast era poi spaziale con John Goodman, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Steve Buscemi e John Turturro.

Ma si può di sicuro affermare che anche quest’anno le scelte sono state molto aperte a tutta la cinematografia del passato. Tra i nomi importanti balza subito alla vista Rosemary’s Baby (1968) di Roman Polanski, un capolavoro maximo, si direbbe, nel genere psicothriller, e anche appartenente ad un autore osannato e cult indiscusso, peraltro uno di quegli autori avanti con gli anni che sta mostrando di non essersi tanto offuscato nelle sue prove più recenti, vedi Venere in pelliccia (2013).

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La lista dei 25 è davvero vibrante ed effettivamente denota tutta l’ecletticità delle scelte:

Facile parlare di Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, per cui magari qualcuno storcerà il naso, oppure della commedia consideratissima negli USA Ferris Bueller’s Day Off (1986) di John Hughes, in Italia con il titolo di La pazza giornata di vacanza, che segnò la consacrazione di Matthew Broderick.

E ancora la scelta in ritardo di Piccolo grande uomo (1970) di Arthur Penn, un altro grandissimo autore, con Dustin Hoffman in assoluto stato dell’arte, e sicuramente di Howard Hawks e il suo Rio Bravo del 1959, che non poteva certo esser dimenticato.

Altre chicche sono il primo horror 3-D a colori, The House of Wax, diretto da André de Toth con Vincent Price. E poi, forse il più importante film gitano della Storia del Cinema, ovvero Please Don’t Bury Me Alive!, scritto e diretto da Efraín Gutiérrez, che si occupò anche della distribuzione del film.

Non manca anche un breve Pixar, Luxor Jr. (1986) diretto e coprodotto da John Lasseter, che ottenne una nomination all’Oscar per l'avveniristica tecnica di animazione digitale, che mai era stata usata prima di allora.

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La lista poi contiene titoli pressoché sconosciuti, a parte forse Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, quello originale del 1971, con Gene Wilder, omaggiato poi da Tim Burton.

Il film muto V-E +1, 16 millimetri, che documenta l’arrivo delle truppe alleate nei campi di concentramento, con le riprese delle vittime dell’Olocausto. Il campo era quello di Falkenau in Cecoslovacchia, girato da Samuel Fuller.

Un brevissimo Frank Tashlin, noto regista per le commedie con Jerry Lewis e Jane Mansfield, The Way of Peace (1947), un piccolo film di 18 minuti sponsorizzato dalla Chiesa Americana Luterana. L’opera è importante anche per la tecnica di stop motion dei pupazzi creata da Wah Ming Chang.

Unmasked, anche questo muto del 1917, è una delle poche testimonianze riguardante il ruolo femminile nella produzione cinematografica di allora. L’attrice protagonista Grace Cunard è uno dei nomi importanti che rivaleggiò con Pearl White e Helen Holmes nel campo delle serie, già molto in voga a quei tempi. La Cunard ebbe un ruolo importante anche perché scrisse il copione e sembra che abbia avuto una parte più rilevante di quella che è scritta nei libri di Storia, nella regia del film.

Non mancano esempi di cinema d’arte come 13 Lakes (2004) di James Benning, artista visuale, che in questo caso ha filmato una serie di paesaggi un po’ alla maniera impressionistica, per rilevare le differenze che il tempo esercita sui vari paesaggi anche quando questi possono sembrare apparentemente molto simili tra loro.

Ecco la lista completa delle scelte per il 2014:

13 Lakes (2004)
Bert Williams Lime Kiln Club Field Day (1913)
The Big Lebowski (1996)
Down Argentine Way (1940)
The Dragon Painter (1919)
Felicia (1965)
Ferris Bueller’s Day Off (1986)
The Gang’s All Here (1943)
House of Wax (1953)
Into the Arms of Strangers: Stories of the Kindertransport (2000)
Little Big Man (1970)
Luxo Jr. (1986)
Moon Breath Beat (1980)
Please Don’t Bury Me Alive! (1976)
The Power and the Glory (1933)
Rio Bravo (1959)
Rosemary’s Baby (1968)
Ruggles of Red Gap (1935)
Saving Private Ryan (1998)
Shoes (1916)
State Fair (1933)
Unmasked (1917)
V-E Day + 1 (May 9, 1945) (1945)
The Way of Peace (1947)
Willy Wonka and the Chocolate Factory (1971)

Per vedere l’intera lista comprendente gli anni passati basta andare al sito del Film Registry.

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