Ritratto di Ilaria Floreano
Autore Ilaria Floreano :: 19 Marzo 2015

Tre mostre a Lucca e una a Viareggio: gli appassionati di Cronenberg non hanno che da venire in Toscana per vedere come sono nati i capolavori del maestro. Costumi, trucchi, pistole e uno speciale catalogo in edizione limitata... autografato

David Cronenberg e uno dei suoi mostri

Anni fa Cronenberg raccontò che avrebbe desiderato un concorso di bellezza per gli organi interni: la realtà pulsante di sangue e viscere della carne lo ha sempre attratto e la maggior parte dei suoi film (almeno fino a A History of Violence), presuppongono il fascino di tale vivisezione. Se dalla carne si passa al cervello e dal cervello alla mente, il discorso poco cambia e con la mostra Evolution oggi è possibile compiere lo stesso viaggio affrontato dal cineasta canadese in Rabid, Brood, Scanners, eXistenZ, Spider... ma dentro la creatività (mente-cervello-carne) di Cronenberg stesso.

Evolution è la mostra più grandiosa che un appassionato del regista possa ammirare: fino al 3 maggio, presso la Fondazione Ragghianti di Lucca, è infatti possibile osservare, accompagnati da video che propongono stralci di film e immagini rubate di backstage, reperti di set come gli abiti indossati da Ronald Mlodzik in Stereo o da Viggo Mortensen, Michael Fassbender e Keira Knightley in A Dangerous Method; i modellini in scala, fatti di legno e polistirolo, della casa di Ralph Fiennes alias Dennis Cleg in Spider, del locale gestito dalla mafia russa di La promessa dell’assassino, della limousine di Cosmopolis, realizzati con una precisione che sfiora la maniacalità fin nel più piccolo dettaglio (e sottintende il modus operandi del regista); le pistole organiche sperimentate da Jude Law e Jennifer Jason Leigh in eXistenZ; la televisione venosa e palpitante di Videodrome (da cui si protende minacciosa ed elastica una mano armata), gli strumenti di tortura ginecologica usati dai gemelli interpretati da Jeremy Irons in Inseparabili, le protesi anatomiche in pelle e acciaio di Rosanna Arquette in Crash.

Last but not least: la capsula per il teletrasporto di La mosca (ispirata a un motore della Ducati) e il bar surrealistico in cui Peter Weller prendeva un drink con uno dei “mostri” partoriti dalla sua mente intossicata in Il pasto nudo. Per non parlare di tutti i soggetti e le sceneggiature (sia realizzati che non), corretti e vergati da Cronenberg di proprio pugno; delle fotografie di scena per la continuity dei costumi; dei memorabilia grafici; delle maschere di gesso usate per creare i trucchi; delle 'sculture' che furono Brundle-Fly o le macchine da scrivere a forma di insetto; delle protesi di lattice che hanno permesso di inserire nel costato di Woods una VHS e in quello di Irons un 'gemello parassita'. Organizzata dal Toronto International Film Festival, Evolution arriva in Italia (in via esclusiva e dopo i trionfi a Toronto e ad Amsterdam) accompagnata da una chicca editoriale: 500 copie numerate del catalogo (con contenuti extra come il dvd dell'ultimo cortometraggio di Cronenberg, The Nest), pubblicate da Volumina in edizione speciale e autografate dal regista, il cui percorso artistico è sviscerato (è il caso di dirlo) anche attraverso altre tre personali presenti in Toscana in questi giorni e fino a maggio (tutte e quattro sono curate da Domenico De Gaetano).

Alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in piazza San Martino, Mutazioni di carta mette in mostra fotobuste, poster, locandine di tutti i film del regista, che il visitatore appassionato e/o collezionista ha anche la possibilità di acquistare. Al museo Puccini una sala è allestita con gli oggetti di scena, ça va sans dire, di M. Butterfly, tra cui il bellissimo abito indossato da John Lone per interpretare la tragica eroina; mentre a Viareggio torna Chromosomes, già presentata a Roma nel 2009: fotogrammi scelti e artisticamente rielaborati per un percorso alternativo nella filmografia cronenberghiana. Presso l’ex archivio Macelli è infine di scena Red Cars, originale progetto ispirato alla Ferrari. Guardando Fast Company e Crash (ma anche l'incipit di Rabid o uno dei suoi primi cortometraggi, The Italian Machine, proiettato a Lucca in occasione del Film Festival) è evidente la passione del regista per i motori.

Leggi anche: Guarda "The Italian Machine", cortometraggio girato da David Cronenberg nel 1976

Come dice egli stesso, infatti, “un motore può essere smontato, e guardare un motore è come guardare il cervello di chi l’ha costruito”: per uno come lui, un'attrazione irresistibile. Da qui l'hobby delle moto e delle automobili, che anni fa ha preso ulteriore vita sottoforma di 'mutazione': un libro anziché un film, Red Cars appunto, presentato alla Mostra cinematografica del cinema di Venezia 2008 (nello stesso anno in cui venne presentato a Cannes A History of Violence: era la prima volta di Cronenberg, al Lido, e non ci andò per presentare un film!). Già dieci anni fa il cineasta avrebbe voluto realizzare il suo quarto lavoro sul mondo dei motori, “sovversivo”, dedicato alla storia di Phil Hill e Wolfgang von Trips, piloti di Enzo Ferrari opposti e complementari accomunati da un destino infausto (von Trips morì in un terribile incidente in gara a Monza, Ferrari impedì all’americano Hill - a quel punto matematicamente campione del mondo - di gareggiare in patria in segno di rispetto per il lutto del compagno di scuderia, le loro automobili, celebri per la forma di squalo, vennero distrutte...forse). Troppo sovversivo per trovare finanziamenti, il film non realizzato è diventato poi un libro dal rigore filologico ossessivo, che raccoglie immagini legate a questa storia – rielaborate “come se fossero schizzate di fango e sudore”, appositamente anticate per non sembrare "uscite dalla lavatrice", scritte in carattere Frugater, lo stesso degli articoli di giornale dell'epoca, e presentate a Lucca insieme a una video-installazione (brani di repertorio con le corse automobilistiche di Hill e von Trips) – e si può acquistare nel bookshop delle retrospettive toscane in un’elegante edizione limitata con copertina in acciaio. Per chi ama Cronenberg e tende al completismo, un’occasione da non perdere.

Tutte le info su www.luccafilmfestival.it e www.volumina.net

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