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Autore Pierre Hombrebueno :: 6 Dicembre 2016

Ecco alcuni cliché che gli aspiranti registi dovrebbero forse iniziare ad evitare nei loro lavori

Conjuring 2

Più passano gli anni, e più sembra ormai impossibile riuscire a creare un film davvero originale, fresco e nuovo. Eppure, questo non significa ovviamente che un cineasta si debba semplicemente adagiare senza perlomeno tentare di cambiare le cose: come primo passo, ecco qui alcuni cliché che gli aspiranti professionisti dovrebbero forse iniziare ad evitare nei loro lavori.

LA SVEGLIA 
Quanti film iniziano con la tipica scena della sveglia che suona, seguita probabilmente dal protagonista che si strofina gli occhi e poi si lava la faccia in bagno? Ormai infiniti. Insomma, l'intro è scontato, e a meno che non abbiate un twist o una variazione da iniettarci, evitatelo!

SPAVENTO ALLO SPECCHIO
E questo, chiaramente, vale sopratutto per le produzioni horror, genere che più di altri sta soffrendo di innumerevoli luoghi comuni ripetuti a gogo. Il jumpscare per l'apparizione riflessa nello specchio è cosa antica e banalissima. Se proprio non potete evitarlo, cercate almeno di sfruttare a pieno le angolazioni che offre lo spazio!

L'ALCOOL
Classico cliché dei film americani: quando uno è abbattuto o ha avuto una delusione, di sicuro lo troverete al bar intento a ubriacarsi. Mai a casa. Mai altrove. Sempre nel baretto con aria un po' depressa. Per favore, non metteteci anche voi.

SESSO
Persone che si conoscono, e che dopo 30 secondi sono già a letto a fare sesso sfrenato. Visto e stravisto nelle commedie romantiche, ma anche altrove. Non esiste una maniera per raccontare il primo amplesso in maniera un po' meno scontata?

LA BENEDETTA TEMPESTA
Tutti a parlare di “una tempesta in arrivo” per indicare un pericolo imminente. L'ha fatto Catwoman con Batman in Il cavaliere oscuro – Il ritorno, Agrid con Harry Potter in L'ordine della fenice, e persino Ben Stiller con una scimmia in Una notte al museo. Altre metafore non esistono proprio?

IL GATTO DEI FILM HORROR
Silenzio, jumpscare, volume al massimo, spavento. Pensi sia il demone o il mostro o l'assassino, e invece, è solo il maledetto gatto. Mai che non ci sia un horror senza il felino di turno. La variazione è il giocattolo che si accende per sbaglio. O la radio. La fiera dell'ovvietà.

SIAMO UGUALI
E durante il confronto finale tra buono e cattivo, ecco arrivare spesso la battuta del villain: “Io e te siamo uguali, perché...”. Ok, abbiamo capito il concetto, ma a un certo punto anche basta!

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