Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 23 Maggio 2014

5 mesi di proiezioni tra introvabili classici per celebrare un secolo di cinema cinese. Accade al British Film Institute, che per l'occasione si butterà a capofitto in questa variegata cinematografia, dalla golden age di Shanghai fino a King Hu

The Love Eterne di King Hu e Li Han-Hsiang

Il British Film Institute (BFI) celebra 100 anni di cinema cinese con 5 mesi di proiezioni, tra introvabili classici che spazieranno dagli anni '40 fino ai '70. La rassegnà passerà dal Mainland fino a Hong Kong senza dimenticare le produzioni taiwanesi, in modo da avere una visione il più completa possibile di un cinema nazionale che non è mai appartenuto ad una singola regione, ma che anzi, deve gran parte della propria ricchezza proprio a questa varietà di influenze e cultura. 

Tra le opere programmate, Spring in a small town di Fei Mu, capolavoro senza tempo realizzato durante la Golden Age di Shanghai. Il film, che per l'occasione verrà presentato in versione restaurata, è un attentissimo studio del desiderio passionale e della disperazione nata dai sensi di colpa. In cartellone anche The Spring River Flows East di Cai Chusheng e Zheng Junli, lungo e fiammante melodramma diviso in due parti da 90 minuti l'uno, considerato la risposta cinese a Via col vento. Ecco poi The Love Eterne, un adattamento musicale della leggenda cinese Buttefly Lovers (in cui si sono cimentati, tra gli altri, anche Tsui Hark e Jingle Ma) firmato da due leggende come King Hu e Li Han-Hsiang; alla sua uscita nel '63, questa romantica e tragica pellicola fu un autentico successo ai botteghini asiatici. 

Per completare il focus, sono inoltre previste diverse lezioni di approfondimento. Ad esempio, Julian Ward dell'Università di Edinburgh curerà un panel sul cinema cinese sotto il governo di Mao, mentre Victor Fan si occuperà di quello dedicato all'età d'oro di Shanghai. Infine, ben 10 i giorni di appuntamenti per un intero corso presieduto da Chris Berry, che affronterà l'argomento della rassegna da tutte le sue angolazioni, partendo dai musical cinesi fino ad arrivare alla new wave hongkonghese.

Se volete unirvi alla festa, consultate il programma QUI

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