Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 4 Settembre 2014

Manca veramente poco all'assegnazione dei premi della 71° Mostra del Cinema di Venezia. Favoriti, finora, sono i film di Iñárritu, Oppenheimer, e la new entry "A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence" di Roy Andersson

A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence

E mentre sentiamo ancora gli echi di lamentele per il Pasolini di Abel Ferrara, un nuovo accreditatissimo contendente si mischia nella corsa al Leone d’oro con Birdman di Alejandro González Iñárritu e The Look of Silence di Joshua Oppenheimer. Trattasi di A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson, applaudito alla proiezione stampa come se fosse sceso Dio in terra, tra scroscianti approvazioni ed estasi generale. Per The Guardian è “un film brillantemente distinto che nessun altro poteva fare”, mentre per il Telegraph “gli sketch fumettistici di Roy Andersson potrebbero anche essere intraducibile cinema, ma sono il paradiso”. La pellicola, che segue due venditori di ludici oggetti (tra cui dei finti canini, un sacchetto ridente e una maschera) in mezzo a un’umanità emotivamente congelata e straniante, si guadagna anche gli elogi di Positif, Screen International, Il Foglio, Il Messaggero e tanti altri. Insomma, difficile che non riceva almeno un premio importante qui alla 71° Mostra del Cinema di Venezia, anche se una piccola giuria di sole 8 persone rimane comunque sempre illeggibile e imprevedibile fino alla fine.

Che Il Giovane Favoloso di Mario Martone possa portarsi a casa qualcosa? In caso, quel premio sarebbe, con molta probabilità, la Coppa Volpi come Miglior Attore a Elio Germano. Apprezzatissimo dai quotidiani italiani (La Repubblica, Il Corriere Della Sera, La Nuova Venezia, Il Fatto Quotidiano, La Stampa, Manifesto, Il Secolo XIX), quelli stranieri sono stati più tiepidi coi propri giudizi, ricevendo addirittura delle insufficienze dal Telegraph e dal Suddeutsche Zeitung. Totalmente massacrato dai giornalisti esteri è invece Sivas di Kaan Mujdeci, stroncato da France Culture, Times Literary Supplement, Screen International e Le Monde. La stessa cosa vale per il povero Shinya Tsukamoto, presente al lido con il bellissimo Fires on the Plain, evidentemente poco capito dai giornalisti non abituati ai suoi ritmi e deliri lisergici.

Osando un primo pronostico tra i premi veneziani, l’interprete di Red Amnesia, Lü Zhong, dovrà vedersela faccia a faccia con l’Alba Rohrwacher di Hungry Hearts come Miglior Atttrice. Più variegata la scelta tra gli attori: se, come dicevamo, Elio Germano è in pole position, sono con lui Michael Keaton (Birdman), Benoît Poelvoorde (La rançon de la gloire), Al Pacino (Manglehorn), Andrew Garfield (99 Homes), Adam Driver (Hungry Hearts), Viggo Mortensen (Far From Men) e, magari, anche Ethan Hawke (Good Kill). Insomma, sono già sbarcati al lido indovini, maghi e oracoli, ma per il risultato ufficiale bisognerà aspettare questo Sabato. Che vinca il migliore!

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