Ritratto di Rosa Maiuccaro
Autore Rosa Maiuccaro :: 13 Giugno 2014

La madrina del Social World Film Festival si è raccontata ai nostri microfoni con la grazia e la semplicità che la contraddistinguono, attenta a non svelare alcun dettaglio sui due film di Martone e Tavarelli, di cui la vedremo presto protagonista

Isabella Ragonese, madrina al Social World Film Festival

Soltanto pochi giorni fa il caloroso pubblico di Vico Equense ha accolto la madrina del Social World Film Festival, Isabella Ragonese. La trentatreenne attrice palermitana è stata la testimonial perfetta di un evento all’insegna della gioventù e dell’arte dedicata al sociale. La Ragonese ha avuto un successo folgorante principalmente dovuto al cinema ma il suo primo amore è stato ed è ancora il teatro. Come ha spesso dichiarato, all’inizio della sua carriera inviava dei testi teatrali un po’ ovunque con il solo intento di farsi conoscere e di guadagnare qualcosa, lavorando in un ambito che fosse attinente a ciò che più le piaceva. “Lo facevo più per sopravvivenza, oggi mi mancherebbe il tempo, l’ispirazione e la faccia tosta per fare quello che facevo prima che era dovuto alla giovane età e soprattutto al fatto che quando si inizia non si ha nulla da perdere. Più si va avanti e più si sente la responsabilità di mantenere alto il livello della propria arte e di non scontentare le persone che ci seguono. Palermo da un punto di vista teatrale piuttosto che cinematografico non ha la centralità di Roma o Milano. Passavo il tempo ad annotare i bandi che uscivano e, in media, di cento proposte che mandavo almeno venti venivano valutate. Spesso si trattava di concorsi in cui poi si vinceva la produzione dello spettacolo”.

In quegli anni, nonostante il suo amore per il cinema, Isabella ambiva solamente ad una carriera teatrale, senza neanche immaginare cosa il destino le avrebbe riservato da lì a qualche anno. “Ho iniziato a studiare a teatro a 16 anni poi a 18 ho iniziato a guadagnare con i miei primi testi. È avvenuto tutto in maniera molto naturale. La vera sorpresa nella mia vita è stato il cinema. Se avessi voluto farlo fin dall’inizio sarei andata, come molti miei amici, a Roma invece io sono rimasta nella mia città perché volevo fare teatro. Le prime cose che ho fatto sono nate proprio perché sono stata notata a teatro. Negli anni poi sono riuscita a fare entrambe le cose. Non credo molto nella divisione tra teatro e cinema che tra l’altro in Italia sta scomparendo”.

Sulla scelta di non lavorare assiduamente in televisione ha rivelato di non essersi mai sentita all’altezza dei ritmi frenetici dei set televisivi e ha aggiunto: “È anche vero che avendo iniziato solo nel 2008 con il cinema in Tutta la vita davanti sono stata presa da un po’ di frenesia. Ho girato 13 film tutti molto diversi tra loro e non ho neanche avuto a disposizione i sei mesi minimo che ci vogliono per girare uno sceneggiato televisivo”. E sui due film in cui la vedremo presto protagonista, ovvero Il ragazzo favoloso di Mario Martone e Una Storia Sbagliata di Gianluca Tavarelli, la Ragonese mantiene lo stretto riserbo. “Colpa dell’ufficio stampa che è lo stesso”, ammette ridendo. Ma sul piacere di lavorare nuovamente con Elio Germano non si trattiene affatto. “Quando si lavora con un attore così bravo è come essere trainati. Spero che saranno i primi tre film insieme di una lunga serie”.

Per i progetti futuri non ha idee ben precise ma sottolinea il profondo amore per il suo lavoro e quel desiderio di essere stupita e che è essenziale per la riuscita di ogni film: “Sogno di continuare ad essere coinvolta in belle opere prime e spero che vengano date sempre più occasioni a dei dotati registi emergenti. Sono troppo scaramantica e fatalista per dire di più. Quello che posso affermare con certezza è che sono così innamorata di questo lavoro che ciò che amo di più è essere stupita. Dopotutto un bel film è quasi come l’uomo ideale, lo desideri ma non sai neanche tu come descriverlo”.  L’attrice ha poi menzionato il suo impegno al Teatro Argentina dove reciterà delle letture nell’ambito della rassegna Garofano Verde, legate al tema dell’omosessualità femminile, “sempre più nascosta e meno raccontata”. A chi le chiede dove andrà in vacanza, risponde simpaticamente: “Dopo essere stata in giro tutto questo tempo ambisco alla vacanza delle vecchiette, ovvero tornare a casa e godermi il dolce far nulla!”.

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