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Autore Erika Favaro :: 6 Dicembre 2015

Secondo il regista di "Steve Jobs" è tempo di ridimensionare il potere lasciato alle multinazionali della tecnologia

Danny Boyle

A gennaio uscirà nelle sale italiane il nuovo film di Danny Boyle, Steve Jobs. Il biopic dedicato al fondatore della Apple è molto atteso e proprio in questi giorni il suo regista è tornato a parlare di internet e social media proprio in un’intervista rilasciata a Screen.

Il regista di Trainspotting e di The Millionaire si è detto seriamente preoccupato per l’influenza che i giganti della tecnologia – tra i quali anche Apple e Facebook – hanno sulle nostre vite. Si tratta di un potere silenzioso e che ci illude perché è nascosto dietro all’intrattenimento e all’utilità, ma ha ragione il cineasta quando guarda in modo un po’ più ampio a questi fenomeni. Senza risultare reazionario o conservatore, Danny Boyle sottolinea infatti come le multinazionali detengano un vantaggio fondamentale dalla loro parte: non sono tenuti a rispondere a nessuno, nemmeno ai singoli governi.

“Ad un certo punto ci sarà un prezzo da pagare per tutto questo – osserva il Premio Oscar – bisogna guardare bene a questi fenomeni e riportarli indietro sul pianeta Terra”. Insomma, secondo il cineasta stiamo perdendo la percezione di cosa siano i colossi legati a internet in termini di valore economico, sociale e politico e ora come non mai c’è bisogno di avviare una riflessione che ci renda utenti consapevoli.

Film come Steve Jobs non sono pensati per il puro intrattenimento e con ciò è d’accordo anche lo sceneggiatore Aaron Sorkin il quale si è già occupato dell’argomento scrivendo uno dei film più belli sulla tecnologia e su come il potere può interferire nei rapporti umani, The Social Network di David Fincher.

[Leggi anche: Ingegnere storico di Apple dà la benedizione a “Steve Jobs” di Danny Boyle]

Secondo Danny Boyle è necessario continuare a produrre film sull’argomento e durante l’intervista ha suggerito a Sorkin di scrivere un'altra sceneggiatura, come per completare una specie di trilogia ideale. “Se sarai tu a dirigerla, lo farò” afferma l’autore che di recente ha scritto anche la serie televisiva The Newsroom.

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