Ritratto di Dario Gigante
Autore Dario Gigante :: 9 Maggio 2016

Un genetliaco imponente, quest'oggi, per la grande attrice britannica, occasione giusta per ricordare i suoi film migliori

Glenda Jackson negli anni Settanta

Eletta alla Camera dei Comuni per il Labour Party nel 1992, si è ritirata dalle scene, aprendo un vulnus doloroso in quanti (molti) l'avevano ammirata. Origini proletarie, esordio teatrale, Glenda Jackson, due volte premio Oscar, è stata per almeno due decenni un'ambasciatrice del talento attoriale britannico nel mondo. Quale modo migliore di festaggiare gli ottant'anni che l'attrice compie oggi di proclamare la cinquina dei suoi film più memorabili?

Marat/ Sade (1967)
Jackson è Charlotte Corday o, meglio, l'internata che impersona Corday, nel film sperimentale che Peter Brook trae dal lavoro (meta)teatrale di Peter Weiss incentrato sull'allestimento della rappresentazione dell'assassinio di Marat da parte del marchese de Sade nel manicomio in cui l'aristocratico era rinchiuso. In un'orgia di soluzioni mirabolanti, la giovane Glenda dimostra già la stoffa della grande interprete.

Donne in amore (Women in Love, 1969)
La consacrazione internazionale. Per il ruolo dell'eccentrica scultrice Gudrun Brangwen nel capolavoro di Ken Russell, adattamento del romanzo omonimo di David Herbert Lawrence, Jackson si aggiudica, con merito, il primo Academy Award.

L'altra faccia dell'amore (The Music Lovers, 1970)
Nella seconda delle quattro collaborazioni accreditate con Russell, l'attrice interpreta Antonina, l'estrosa moglie di Pëtr Il'ic Čajkowskij, destinata a morire in manicomio. Un'interpretazione molto intensa, soprattutto nelle scene finali.

Domenica, maledetta domenica (Sunday, Bloody Sunday, 1971)
Forse il più bello dei film girati da Jackson e dal regista John Schlesinger che regala a Glenda la parte di un'avvocatessa tormentata e nevrotica invischiata in un triangolo amoroso sui generis: il giovane a cui ella si accompagna è l'amante di un altro uomo.

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Un tocco di classe (A Touch of Class, 1973)
Secondo Oscar grazie alla deliziosa rom com di Melvin Frank, in cui l'energica Vickie si trova a dover gestire la difficile relazione con un uomo ammogliato. E di classe, Jackson, ne rivela molta più di un semplice tocco.

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