Ritratto di Rita Andreetti
Autore Rita Andreetti :: 17 Gennaio 2015

Visti in qualche film cult oppure resi tormentone da un blockbuster più recente: ecco le superstar del cinema della Grande Cina. Li riconoscete?

I 10 volti più famosi del cinema cinese

L’impennata di investimenti e successi che il cinema asiatico ha totalizzato in questi anni ha portato alcuni volti dagli occhi a mandorla dalla Cina al cuore dei fan occidentali. Un po’ per abilità artistica, un po’ per pressione mediatica, gli attori orientali sono oggi una componente stabile della cinematografia che transita per Hollywood e approda alle sale italiane.

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In questa selezione citeremo anche nomi originari di Hong Kong, pur non dimenticando come la tradizione cinematografica dell’isola abbia percorso strade diverse.

Partiamo dalle star maschili, che hanno un po’ la meglio numericamente per ovvia fascinazione di chi scrive. Se siete appassionati di cinema orientale, non vi saranno nuove alcune delle locomotive della cinematografia wuxia come Chow Yun-Fat e Ge You: hanno tutti sforato la quarantina ma sembrano in eccellente forma fisica. Li abbiamo visti insieme in Let’s the bullet fly che è tornato quest’anno con il sequel Gone with the bullets. Chow Yun-Fat è il volto immortale ed implacabile dell’imperatore de La città proibita, dove Ge You, una vera e propria star in Oriente, rimane per noi il protagonista di Vivere! di Zhang Yimou. Della stessa generazione è l’uomo per cui le fan si sono sciolte dopo averlo visto ne L’amante: è Tony Ka Fai Leung, che non è più giovane e perfetto come ai tempi della scandalosa pellicola, ma ancora si fa notare (Cold War, per citarne uno).

Si cita per dovere di cronaca Jackie Chan, in quanto rimane ancora il nome più diffuso al mondo.

C’è poi una nuova generazione di attori, alcuni possono dirsi star a tutto tondo, essendo il prodotto di un successo in altri ambiti. Cantante in primis, Andy Lau ultimamente è stato il Blind Detective di Johnnie To; ma come non ricordare la sua coinvolgente performance in Simple Life di Ann Hui e le atletiche prestazioni nei panni del tradito Leo ne La foresta dei pugnali volanti. Lo segue per volto e per fama in Occidente colui che Zhang Yimou ha scelto per Hero: lui si chiama Jet Li e le sue impeccabili abilità nelle arti marziali nascono da un passato di atleta di spicco, esperienza che lo ha proiettato alla carriera sul grande schermo a soli 16 anni. Come dimenticarlo nei panni di Danny the Dog, e come evitarlo tra il cast che Stallone ha voluto in I mercenari o nelle altre produzioni americane tra cui Arma Letale 4 e Romeo deve morire.

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Arriviamo adesso ad uno dei migliori interpreti della storia del cinema cinese recente: simbolo del cinema di Wong Kar-wai, Tony Chiu-Wai Leung è un attore molteplice e plastico. Ha dato di recente vita all’Ip Man di The Grandmaster, consacrato dalle platee mondiali; non che ce ne fosse bisogno prima, vista la sua penetrante bellezza e passionale recitazione che l’ha reso un conturbante Mr. Yee in Lussuria di Ang Lee.

Malgrado l’interesse per la metà maschile, sono ad oggi le donne a guidare la leadership mondiale del cinema cinese nell’immaginario comune e in termini di successo al botteghino. I romantici e gli amanti del cinema cult saranno ancora legati alla grande Gong Li, che ha seguito Zhang Yimou e Chen Kaige per lungo tempo (giusto il mese scorso era in Italia con Coming Home), ma che negli ultimi anni è stata appannata dalla nomea di giovani candide e scaltre, che strizzano l’occhio alle arti marziali ma soprattutto al cinema americano. Ecco che abbiamo Fang Bingbing (vista in Iron Man 3 e X-Men – Giorni di un futuro passato) e la sua quasi omonima Li Bingbing (che invece era sul set di Trasformers 4 e Resident Evil: Retribution).

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Tuttavia, nessuna di loro avrà mai la meglio sul simbolo dell’impennata cinematografica della Cina tutta: è Zhang Ziyi. Dove un film ha avuto successo, lei c’era, ed è rimasta nel cuore del pubblico: La tigre e il dragone, Hero, La foresta dei pugnali volanti, Memoria di una Geisha. Con Wong Kar-wai in 2046 per una interpretazione sospesa nel tempo, dà il meglio dei suoi 35 anni in quella Gong Er, erede della tecnica delle 64 mani, che fronteggia Tony Leung-Ip Man in The Grandmaster. Una classe e una perfezione estetica memorabile.

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