Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 22 Ottobre 2014

Xi Jinping fa leva sulla matrice marxista-leninista del paese per spingere la Cina a non assoggettarsi al mercato. Il Presidente cita Mao e ricorda che il cinema deve andare incontro alle persone, perché queste sono il vero volto della rinascita

Xi Jinping

Il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato che la cultura e l'arte devono muoversi in direzione della gente, non del mercato o del denaro; questo perché, nonostante il vasto mercato televisivo e cinematografico della Cina, il suo impatto culturale è ancora troppo debole e deve essere più mirato a conquistare un posto nell'Olimpo delle sfere della settima arte. Jinping ha insistito sull'impegno sociale di fronte a un'audience molto vasta che includeva i pezzi grossi dell'industria dell'intrattenimento.

Addirittura richiami politici dal passato, dal momento che il presidente ha ricordato la causa socialista del Partito Comunista, fondamentale per l'apertura nei confronti della gente comune e per la crescita culturale della nazione. Hollywood sta tentando di avere accesso al potentissimo mercato cinese, ma il presidente tende a precisare che la Cina resta un paese comunista, nonostanze le apparenze. A Beijing, dove si è tenuto il discorso, erano presenti autori, sceneggiatori, attori e ballerini, tutti stimolati a sfruttare i settori televisivo e cinematografico nella maniera più 'popolare' possibile.

[Leggi anche: Cina: I commenti degli spettatori direttamente sullo schermo assieme al film]

L'impressionante crescita economica della Cina negli anni recenti è stata costruita su un "socialismo con prerogative cinesi", ma il paese è ufficialmente un organo Marxista-Leninista guidato dal Partito Comunista. La povertà di contenuto rema contro le ambizioni della Cina di portare a compimento un revival nazionale e diffondere un'efficace immagine di sé nel mondo, proprio come ricordava nel 1942 Mao: "l'arte non esiste per se stessa, al di sopra delle classi sociali, separata dalla politica". Anche se la dichiarazione pare richiamare in causa la Guerra Fredda, il riferimento è anche ai filmmaker che incontrano problemi con la censura nel loro paese.

[Ti può interessare: Cinema e censura. Film mai nati, proibiti, perduti, ritrovati]

Insomma, il presidente vuole portare la Cina a vincere la scommessa con chi non la vede all'altezza del salto di qualità: arrivare a bilanciare il peso sul mercato con la profondità intellettuale e lo spessore artistico. Jinping usa la leva socialista per sollevare l'orgoglio dei suoi artisti: per la gente e dalla gente.

Categorie generali: 

Facebook Comments Box