Ritratto di Rosa Maiuccaro
Autore Rosa Maiuccaro :: 29 Luglio 2014

L’ex gieffino Luca Argentero, ospite nell’ultima giornata del Giffoni Film Festival, ha ripercorso la sua carriera da attore fin dagli esordi, rivelato i suoi nuovi progetti e il suo interessante progetto digitale Megatube

Luca Argentero al Giffoni Film Festival

Dottore in Economia e Commercio, un passato da gieffino e ora uno degli attori italiani più richiesti. Ne ha fatta di strada Luca Argentero che ammette “Al cinema ho iniziato con la Comencini e poi mi ha battezzato Ozpetek. Mi hanno raccontato che si consultarono prima di iniziare le riprese di Saturno Contro”. Al Giffoni Film Festival l’attore torinese è stato accerchiato dalle fan che non hanno smesso un attimo di intonargli in coro ‘Sei bellissimo’. “Torno al Giffoni dopo dieci anni, quando venni in veste di intervistatore per Sky insieme a Sarah Felberbaum, che poi è diventata anche lei una brava attrice. Negli ultimi dieci anni della mia vita sono successe tante cose, ma il mio obiettivo era non fare un lavoro in giacca e cravatta e ci sono riuscito”.

Luca Argentero ha anche ammesso di aver imparato a recitare proprio stando sul set. “Non ho fatto un percorso canonico. Consiglio ai ragazzi il contrario, quindi studiate prima di iniziare questo tipo di carriera. Io però ho avuto il lusso di apprendere questo lavoro facendolo. La mia scuola sono stati gli attori e i registi con i quali ho lavorato”. È un’estate di lavoro questa per Argentero, che ha raccontato di aver appena terminato le riprese del nuovo film da regista di Edoardo Leo, dal titolo provvisorio Noi e la Giulia. “Ho finito di girare ieri e già non vedo l’ora di cominciare il prossimo. È la storia di quattro quarantenni a cui va tutto male che decidono di aprire un agriturismo. Il giorno dell’inaugurazione arriva invece un mafioso a chiedere il pizzo e invece di pagarlo lo sequestrano. È la personalissima lotta alla mafia di quattro personaggi improbabili. Poi il 2 ottobre uscirà Fratelli Unici con Raoul Bova. Scelgo i film in base a tre parametri fondamentali: la sceneggiatura, i colleghi e il regista”.

In televisione ha debuttato anche come conduttore delle Iene. “In verità arrivai in un momento di transizione. Il vero mattatore era Enrico Brignano, la mia era un’incursione. Il divertimento è alle base di tutte le mie scelte e poi sono anche un fan delle Iene quindi è stato un vero piacere condurlo”.

Presto sarà protagonista della fiction Ragion di Stato di Marco Pontecorvo in cui interpreterà un agente segreto. “Alla fine è una storia d’amore,” ha precisato ridendo. “L’ambientazione è quella della grande spy story, una sorta di Homeland de noantri”. Ma Luca Argentero come reagisce al pregiudizio di chi lo critica? “Ci sono una decina di persone di cui mi interessa realmente il giudizio. Io sono molto renziano, sposo la politica del fare, non mi faccio molti problemi se mi propongono "Amici", una fiction, un bel film o un brutto film. Mi va di fare, di crescere, creare. La critica è necessaria, magari anche interessante che non mortifichi il mio entusiasmo nei confronti della vita in generale”.

Qualcuno gli ha chiesto cosa ne pensa del problema della distribuzione in Italia e della pessima qualità di film che vengono proiettati nelle sale. “Ecco, come rispondere a questa domanda senza perdere il lavoro?”, scherza Argentero. “In Italia non ci sono moltissime sale e soprattutto mancano gli spettatori. Al primo raggio di sole ci fiondiamo al mare e ci dimentichiamo del cinema. In Francia le sale sono sempre piene anche ad agosto, mentre in Italia d'estate escono quei piccoli film indipendenti che hanno poca fortuna. Abbiamo bisogno di alcune riforme che rivoluzionino il nostro cinema, parlo anche da produttore visto che ho una piccola casa di produzione”.

Non si può certo dire che l’attore torinese stia con le mani in mano e oltre agli impegni cinematografici e televisivi ha trovato anche il tempo di pensare a come osteggiare la pirateria. “Ho deciso di aprire una piattaforma web che raccogliesse il meglio della rete tra serie televisive e cinema. Si chiama Megatube ed è già online. Abbiamo immaginato una piattaforma che riuscisse in ciò che fino ad ora la rete non è ancora riuscita a fare, ovvero monetizzare la produzione web. Abbiamo immaginato una finestra di distribuzione sul web dove si esaltavano i contenuti che vengono caricati. È ancora in fase iniziale ma l’elemento rivoluzionario è l’inserimento di film di cui gli utenti possono usufruire tramite uno streaming gratuito ma legale che costituisca anche uno strumento antipirateria. I diritti dei film vengono regolarmente acquistati e diventano fonte di guadagno per gli autori grazie agli spazi pubblicitari inseriti all’interno dei contenuti video”.

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