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Autore Rita Andreetti :: 18 Dicembre 2014

Il pluri-nominato Premio Oscar Roger Deakins svela come ha realizzato il nuovo film di Angelina Jolie, "Unbroken", con una Arri Alexa e un approfondito lavoro di concept

Roger Deakins sul set

Se il nome Roger Deakins non vi dice niente ad una prima menzione, sicuramente tanto dirà la fotografia dei suoi film: braccio destro dei fratelli Coen sin dagli anni Novanta, è anche stretto collaboratore di Sam Mendes. A lui dobbiamo i panorami aridi di Non è un paese per vecchi, la tensione e il buio del bosco di The Village, le dinamiche uniche (che gli sono valse un BAFTA) di Skyfall, più un’altra settantina di titoli, tra cui L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, The reader, Revolutionary Road, Il grande Lebowsky.

Tuttavia, Deakins ha un piglio particolarmente dimesso e ha sempre cercato di condividere il successo delle sue visioni con quelle dei registi. Eppure, il suo lavoro è stato nominato per oltre una decina di Academy Awards, ha collezionato tre BAFTA e convinto l’American Society of Cinematographers per un Premio alla Carriera. In effetti, è tra i direttori alla fotografia di spicco del panorama odierno e indiscrezioni vedono in questa nuova collaborazione con Angelina Jolie, un potenziale candidato di punta per gli Oscar.

Il film in questione è Unbroken, il terzo lavoro della signora Jolie-Croft come regista: con una partecipazione alla sceneggiatura di nientepopodimeno che i fratelli Coen, Unbroken è tratto dell’avvincente storia vera di Louie Zamperini, ex atleta Olimpico che si è trovato a partecipare attivamente ai combattimenti della Seconda Guerra Mondiale ed è sopravvissuto ad un campo di prigionia giapponese. Il direttore alla fotografia ha scelto per questo progetto di sperimentare la nuova nata di casa Arri, la Alexa 65.

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“Abbiamo avuto lunghe discussioni, guardato a molti riferimenti e infine gravitato attorno ad uno stile di narrazione classico.” Così Dreakins giustifica la citazione di base del film che si appella a La collina del disonore di Sidney Lumet nella costruzione di una struttura solida ma di impianto classico, appunto. “È una questione di composizione e l’azione succede all’interno del quadro. Entrambi (ndr: Deakins e Jolie) abbiamo pensato che la storia era così forte che non fosse necessario abbellirla ulteriormente”.

Tuttavia, la sfida operativamente più difficile sono la state le scene in mare aperto: il tentativo di riprendere al largo delle coste australiane è stato reso quasi impossibile dal vento, che ha quindi costretto la troupe a cedere ai bacini artificiali. La sensazione di “isolamento e calore, ma anche di claustrofobia dovuta al fatto di essere soli nel mezzo dell’oceano con nulla attorno a te” è nell’esperienza di Deakins, il quale ha già girato in mare aperto in occasione delle riprese di Around the World with Ridgeway. Non c’è niente di più desolante che esser a 2500 miglia dalla terra più vicina e vedere questo orizzonte senza fine. Volevamo davvero rendere questa sensazione claustrofobica, poiché è uguale a se stessa giorno dopo giorno”.

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Il secondo effetto claustrofobico ricercato è stato fornito dalla cattura di Louie Zamperini da parte dei giapponesi: una cella 4x4 e l’assenza di luci la condizione di partenza. “La claustrofobia è creata dal senso di chiusura della camera e dall’uso di lenti grandangolari”, inoltre “è soprattutto una questione di oscurità. Zamperini è in uno spazio buio e la sola luce che vede proviene da una crepa della porta. Si tratta di creare il mistero sul cosa ci sia fuori, qualcosa che lui non sa.”

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La scena più impegnativa invece, riguarda il campo di prigionia. Sola una piccola porzione è stata ricreata in post-produzione; la maggior parte consta di una ricostruzione che si è avvalsa di luci 9K al tungsteno allineate e connesse ad un dimmer per retro-illuminare il fumo e dare un effetto di fuoco al di fuori del perimetro della prigione. In questo modo potevo disegnare la silhouette dei personaggi sul tetto. Il controcampo è diventato così la luce sulle loro facce, e a quel punto abbiamo potuto giocare con l’intensità della luce a seconda dell’angolo dal quale stavamo riprendendo.” Un lavoro enorme realizzato nell’arco di due notti. Ma obiettivamente, un lavoro non nuovo per il genio tecnico di Roger Deakins. Unbroken uscirà sugli schermi italiani il 29 gennaio prossimo.

Unbroken - Trailer

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