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Autore Erika Favaro :: 4 Novembre 2015

Dopo la prima stesura scritta da Steven Knight - regista di "Locke" - entra in gioco Dennis Kelly, creatore della serie "Utopia"

World War Z

Il mese scorso, Steven Knight - il regista di Locke, l’ipnotico film girato tutto all’interno di un abitacolo di un’automobile con Tom Hardy - ha rivelato a Collider di aver terminato la prima stesura del sequel di World War Z.

Parliamo del film del 2013, diretto da Marc Forster, in cui Brad Pitt interpreta un ex investigatore dell’ONU che torna al lavoro per tentare di sconfiggere una pandemia zombie. Il soggetto era tratto da un romanzo di fantascienza di Max Brooks risalente al 2006.

Ora – com’è ormai consuetudine a Hollywood – si sta lavorando ad un secondo capitolo della storia, ma come spesso avviene c’è qualche ostacolo che riguarda la sceneggiatura. Chiunque scriva per il cinema, infatti, sa che quasi mai la prima versione è quella definitiva, spesso c’è bisogno di una o più revisioni e a volte capita che l’autore cambi in corso d’opera.

È quello che molto probabilmente sta accadendo allo script di Steven Knight (già sceneggiatore de La promessa dell’assassino e Amore, cucina e curry). Toccherà a Dennis Kelly – creatore della serie tv britannica Utopia - riscrivere la sceneggiatura.

Anche per quanto la regia si avverte qualche incertezza. Si dice, infatti, che J. A. Bayona – colui che dovrebbe prendere il posto di Marc Forster – stia ricevendo delle proposte da parte della Universal per girare il prossimo Jurassic World, ma la Paramount non sembra molto disposta a concederglielo.

[Leggi anche: Lo sceneggiatore Steven Knight parla del sequel di "World War Z"]

La produzione non ha ancora reso nota la data di inizio della lavorazione, ma sicuramente si parla della prima parte del 2016 visto che il regista spagnolo ha in programma di girare A Monster Calls proprio nell’autunno del prossimo anno. L’uscita nelle sale è invece certa, sarà il 9 giugno 2017, lo stesso giorno in cui usciranno i Fantastici quattro della Fox. Qualcosa ci dice che alla Paramount è meglio rimboccarsi le mani. 

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