Ritratto di Redazione
Autore Redazione :: 17 Aprile 2018

Dopo essere stata presentata all’interno di numerosi festival nazionali e internazionali tra cui Cannes e Venezia dove ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, la black comedy in costume Nobili bugie arriverà al cinema il 24 maggio

Gaia Bottazzi in Nobili bugie

Nobili bugie, opera prima del regista Antonio Pisu e prodotta da Paolo Rossi, vede nel suo cast l’icona del cinema italiano, la musa di Fellini, Claudia Cardinale accompagnata da Raffaele Pisu, Giancarlo Giannini, Ivano Marescotti, Federico Tolardo, Nini Salerno, Tiziana Foschi, Paolo Rossi, Silvia Traversi, Gaia Bottazzi e Stefano Baldini. Oltre a questi noti interpreti, nei panni di nobili decaduti alle prese con intricati affari e intenzionati a risanare la loro tenuta approfittando delle ricchezze di tre sprovveduti ebrei, un cast d’eccezione composto da Gianfranco Civolani, Carlotta Miti, Tita Ruggeri, Luciano Manzalini, Eraldo Turra, Leo Mantovani, Roberta Capua, Aura Rolenzetti, Gianni Morandi, inaspettata comparsa in un divertente cameo, e molti altri.

Il film racconta le vicende della famiglia Martellini, una nobile dinastia ormai decaduta che vive in disparte dal conflitto bellico in corso. Il Duca Pier Martellini e la Duchessa Romola Valli trascorrono tediose giornate accanto al loro figlio cinquantenne Jean-Jacques, eterno bambino, e con gli unici tre membri rimasti della servitù: Giovanna, una cuoca perennemente insoddisfatta, e Tommaso e Federico, reduci di guerra, tuttofare della villa – sono rispettivamente sordo e cieco. Completa il quadretto familiare il maggiordomo personale del Duca, spaventosamente silenzioso. Nel ricordo di gloriosi tempi passati, la famiglia Martellini vive con poco quando, una sorprendente fortuna bussa alla loro porta. Una famiglia ebrea in fuga trova riparo dai nazisti presso la sontuosa, ma vuota magione.

Sinossi: 1944. Italia. Sui colli Bolognesi, una famiglia di nobili decaduti sopravvive al proprio declino economico nell’unico luogo che ancora possiede: la tenuta di Villa La Quiete. Il Duca Pier Donato Martellini e la Duchessa Romola Valli, stanchi e avviliti, se ne fregano della guerra e risiedono nel loro podere con la servitù ormai ridotta ai minimi termini. Come se non bastasse devono prendersi cura del figlio Jean-Jacques, immaturo cinquantenne che passa le sue giornate a comporre poesie dedicate al Bologna FC. La soluzione a tutti i problemi si presenta alla villa in un pomeriggio qualsiasi; un uomo e due donne in fuga, chiedono loro rifugio; sono ebrei, disposti a pagare con un lingotto d’oro ogni mese di permanenza. La Duchessa, dopo aver accettato, fa di tutto per sedare sul nascere ogni tentativo della servitù e del marito di rubare il tesoro agli ospiti ed ordina di aspettare che la famiglia di “rifugiati” mantenga la promessa e doni più lingotti possibili al fine di dar la possibilità di riacquistare i loro averi impegnati. I lingotti aumentano e proprio nel momento in cui il Duca e la Duchessa intravedono finalmente una rinascita nobiliare, la guerra finisce. Terrorizzati dalla possibilità di perdere l’unica fonte di guadagno organizzano rocamboleschi escamotage, pantomime e sotterfugi per fingere che il conflitto non sia ancora finito sino a quando un uomo che i rifugiati conoscono bene si presenta nella Tenuta e cambierà le carte in tavola.

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