Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 30 Gennaio 2015

Quali sono i film che sono stati spinti all'inverosimile dalla pubblicità e che più ci hanno fatto viaggiare di fantasia, salvo poi rivelarsi delle grandi bolle vuote? Una top ten di alcuni dei flop più clamorosi dell'era contemporanea di Hollywood

Showgirls

Don't believe the hype! Alla scoperta dei film che più hanno deluso le aspettative del pubblico che coltivava speranze di grandezza nel suo beniamino del momento, un regista o un attore, o anche solo un costume in lattice. Più pubblicità li ha spinti e più grande è stata l'eco del flop: e se si parla di pubblicità i tempi si stringono all'epoca contemporanea. Ecco 10 bombe inesplose!

Avvia la prova gratuita su MUBI

The Beach (2000)
Un trauma per le fan di DiCaprio, che da due anni aspettavano un'altra storia da blockbuster dopo l'esplosione con Titanic e La maschera di ferro. Invece Danny Boyle porta il tutto su binari incerti e all'avanguardia per l'audience di allora. Infatti il film fu un fiasco al botteghino, pur non essendo un flop artistico. Ma è un buon esempio di hype spento da una secchiata di acqua gelata.

Catwoman (2004)
Il lattice su Halle Berry era sufficiente a scatenare le aspettative più alte. Il personaggio visto in Batman's Return aveva affascinato tutti e la Berry veniva dall'Oscar per Monster's Ball. In più Sharon Stone a stuzzicare i ricordi. Il risultato fu imbarazzante, un tenore da film direct-to-video da lasciare senza parole. Tradimento.

The Tourist (2010)
La location italiana entusiasma ancora di più il paese, mentre il resto del mondo è già in visibilio per l'accoppiata Depp-Jolie. A parte il fatto che Depp si presenti imbolsito e svogliato, il film non decolla mai e mischia male i generi, mentre il pubblico colto continua a pensare a Le vite degli altri - il precedente film del regista - e quello popolare si chiede se tra gli attori sia scattato qualcosa di scandaloso sul set. Classico esempio di ingredienti buoni e scarso risultato. Meno male che ci sono De Sica e Nino Frassica, e Raoul Bova!

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008)
Koepp è riuscito solo dopo 20 anni a fare andare d'accordo Spielberg, Ford e Lucas sul quarto episodio della saga, perché loro volevano farlo bene. Chissà cosa sarebbe successo se qualcuno li avesse convinti prima, viene da pensare. Film fiacco e che ricicla temi e idee. Un confronto con i tre prequel è fuori luogo. 

[Leggi anche: Adam Sandler è l'attore più (sovra)pagato del 2014 per la rivista Forbes]

Godzilla (1998)
Come dimenticare l'hype creato dal pezzo Come With Me di Puff Daddy con la collaborazione di Jimmy Page? Emmerich in quel momento creava emozioni forti e, sull'onda di Independence Day, tutti aspettavano la risposta a Jurassic Park. A parte la chase scene dei velivoli e della bestia tra i grattacieli di New York e la bella trovata della nidiata al Garden, il film non ha mantenuto le promesse. Del resto il nome in cartello era Matthew Broderick, ed era il 1998.

Alien vs. Predator (2004)
Nessuno poteva esimersi dallo sperare in qualcosa di conturbante; le due saghe avevano dato troppo all'immaginario. In Italia l'hype era duplicato dalla presenza insolita di Raoul Bova in uno sci-fi americano e le fan e i detrattori erano curiosi di vederlo all'opera. Girato praticamente al buio. Da dimenticare.

Showgirls (1995)
Elizabeth Berkley, la brava ragazza di Bayside School, e Verhoeven, reduce dal successo di Basic Instinct: un'accoppiata da urlo, almeno così credeva la Carolco, che realizzò il più grande flop degli anni Novanta e finì in bancarotta. In edicola la VHS era sistemata vicino ai porno. Con il tempo assurto giustamente a cult.

Giorni contati (1999)
Uno dei tanti film costruiti sul panico di fine millennio. Schwarzenegger, distrutto dalla vita e arrabbiato con Dio che gli ha portato via la famiglia, deve sfidare il diavolo! Fu l'inizio della fine della prima incarnazione sul grande schermo del culturista austriaco più celebre della storia.

C'era una volta in Messico (2003)
Disastrosa narrazione di Rodriguez, che non riesce a tessere una trama in modo coerente e accumula noiose sequenze di azione e grottesche scenette da cabaret nonostante un cast devastante, che appunto aveva sollevato un polverone di gioia tra chi ricordava Dal tramonto all'alba e aspettava una riconferma.

Alice in Wonderland (2010)
Burton e Depp fanno Lewis Carroll, e si scatena il putiferio tra le orde di fan del duo di outsider. Purtroppo l'operazione in 3D risulta fallimentare e il regista non riesce a gestire la messa in scena e Depp non basta a salvare un prodotto visibilmente su commissione. Probabile però che i più sfegatati non se ne siano accorti.

Categorie generali: 

Facebook Comments Box