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Autore Camilla Maccaferri :: 30 Agosto 2014

Recensione di 3 coeurs di Benoit Jacquot. Imbarazzante mélo che, nonostante il cast di alto livello scade più volte nel ridicolo involontario, in Concorso a Venezia 71

Tempo di mélo francese sul Lido veneziano: è il momento di Benoit Jacquot e dei suoi 3 coeurs, ménage à trois (non a caso un’espressione francese) tra due sorelle innamorate dello stesso uomo. Se la trama può sembrare, detta così, poco originale, in realtà lo è anche meno. E la realizzazione, purtroppo, non fa che peggiorare le cose.

Marc (Benoît Poelvoorde) e Sylvie (Charlotte Gainsbourg) si incontrano per caso e trascorrono la notte insieme a chiacchierare. Si danno appuntamento a Parigi, ma un malore fa ritardare l’uomo e l’incontro salta. Disperata, Sylvie decide di partire per l’America con il fidanzato (Patrick Mille). Poco dopo Marc conosce Sophie (Chiara Mastroianni), la sorella di Sylvie, e si innamora di lei senza conoscere il legame tra le due donne.

Le goffe pretese autoriali di Jacquot trasformano quello che poteva essere un semplice melodramma francese di basso livello, verboso, retorico e déjà vu (per usare un altro francesismo) in un’operazione pasticciata che in più momenti cade apertamente nel ridicolo involontario. I buchi di sceneggiatura, le numerose insensatezze, gli accenni incomprensibili a vicende e personaggi le cui motivazioni restano misteriose (la questione dell’indagine finanziaria al sindaco) contribuiscono a sfilacciare ulteriormente un intreccio già logoro in partenza. Una voce fuori campo si insinua, casualmente e insensatamente, in un paio di sequenze, commentando le azioni dei protagonisti e non mancando di provocare altra ilarità.

Il cast non aiuta, con una Mastroianni perennemente frignona e una Gainsbourg malmostosa e nevrotica, mentre il belga Benoît Poelvoorde, già visto al Lido con La Rançon de la gloire, si rivela un volto totalmente inadatto per il dramma e decisamente implausibile nei panni di affascinante sciupafemmine di cui le sorelle si innamorano istantaneamente (Sophie decide di lasciare il fidanzato con cui convive dopo una sola cena con Marc). A condire il tutto, l’imbolsita Catherine Deneuve nel ruolo della madre delle due sorelle. Persino la colonna sonora è talmente enfatica e tensiva da sfociare nel trash più puro. Per non deludere le attese degli estenuati spettatori, un finale di annichilente bruttezza che trasforma definitivamente il dramma in grottesco. Fischi in sala durante la proiezione stampa e qualche fragorosa risata per un film che ha tutta le carte in regola per diventare uno scult del Festival. 

Trailer di 3 coeurs

Voto della redazione: 

1

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