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Autore Camilla Maccaferri :: 19 Gennaio 2015

Recensione di John Wick con Keanu Reeves. Divertissement senza pretese ad alto tasso adrenalinico

Non di solo cinema impegnato vive l’uomo: ogni tanto c’è bisogno di spegnere il cervello e rilassarsi davanti a una visione fatta di pura azione, intrattenimento fracassone, trame improbabili e ammazzamenti compulsivi.

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In casi come questi, un film come John Wick è quello che ci vuole: senza alcuna pretesa, gli stuntmen David Leitch (non accreditato) e Chad Stahelski dirigono un giocattolone violento di pura evasione che, nella sua dichiarata superficialità, finisce per funzionare e svolgere la sua funzione di intrattenimento, rilanciando sul mercato l’ex sex symbol Keanu Reeves, da un po’ di tempo assente dal grande schermo.

A partire dalle motivazioni del protagonista, è chiaro che l’intento degli autori non è quello di costruire un prodotto cinematograficamente sensato: l’ex sicario John Wick, afflitto per la perdita della moglie, ritorna in scena per sbarazzarsi di una banda di criminali che gli ha ucciso il cane e rubato la Mustang. Motivazione un po’ debole per giustificare novanta minuti di massacro, ma quello che importa è entrare il prima possibile nel vivo dell’azione, dare fuoco alle polveri e levare la sicura alle pistole.

Ripreso da prodotti di ben altro livello (da La promessa dell’assassino a I padroni della notte) sembra essere il tema del patriarca criminale affezionato al sicario e deluso dal figlio balengo e incapace, che tuttavia serve ad aggiungere un po’ di sostanza alla catena di morte seminata dall’implacabile Wick.

Tra acrobazie, grandinate di proiettili, inseguimenti e una spettacolare sequenza girata all’interno di una discoteca per criminali, c’è anche spazio per un paio di comparsate illustri come quelle di John Leguizamo e Willem Dafoe.

È un Reeves di matrixiana memoria questo John Wick: nerovestito, immutabile (ogni tanto la scarsa espressività dell’attore ben si adatta ai suoi personaggi), spietato, focalizzato, ma al contempo adorabilmente tamarro, con le sue macchine sportive e i suoi completi di alta sartoria. Leggermente imbolsito e molto tatuato, tuttavia conserva ancora un certo fascino che gli permette di reggere sulle sue larghe spalle l’intera durata del film.  

Qualche trovata divertente, come quella dell’hotel-rifugio per killer, e un paio di battute da uomo che non deve chiedere mai completano l’impalpabile ma tutto sommato divertente, opera.

Plauso per la colonna sonora in cui spicca un paio di pezzi ad alto tasso adrenalinico come "Killing Strangers" di Marilyn Manson e "Get Money" di T-Bo and Bengie B's.

[leggi anche: Keanu Reeves torna nel thriller d'azione "John Wick"]

Un film da gustarsi con popcorn e coca-cola, con gli occhi aperti e il cervello spento. Gli amanti del genere gradiranno, le amanti di Keanu, anche.

Trailer di John Wick

Voto della redazione: 

2

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