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Autore Redazione :: 15 Ottobre 2015
Locandina di Lo stagista inaspettato

Recensione di Lo stagista inaspettato di Nancy Meyers: Robert De Niro e Anna Hathaway in una commedia protofemminista fallimentare, che annacqua la perfidia dell'ispiratore Il diavolo veste Prada e fa leva su una comicità quasi triviale

Nel 2006, Anne Hathaway era una timida assistente (ma l'etichetta boris-siana 'stagista schiava' sarebbe più calzante) tiranneggiata dalla mefistofelica e leggendaria Meryl Streep alias la super capa Miranda Priestly alias Anna Wintour, prototipo di horrible boss con però annessa famiglia a pezzi e cuoricino d'oro ben nascosto. Nove anni dopo Il diavolo veste Prada, Anne passa infine dall'altra parte della barricata: ma la Jules Ostin protagonista de Lo stagista inaspettato è decisamente più morbida e meno graffiante della Priestly - e così il tono del film -, e il suo "intern" tuttofare Robert De Niro/Jake Whitaker decisamente più servizievole e allergico alla negatività e al conflitto - e così la narrazione del film -. Fa da contorno al (debole, mai intensivo) confronto generazionale e lavorativo fra i due l'aggiuntiva contrapposizione tra la tecnologica multimedialità - che però porta con sé più problemi che soluzioni, come suggerisce l'episodio, totalmente filler, della mail inviata al destinatario sbagliato - la nostalgica attrazione per gli antiquati mezzi di comunicazione (e di relazione, e di approccio: anche se De Niro finisce inevitabilmente per farsi Faceboook).

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Lo stagista inaspettato attesta amaramente la china decrescente intrapresa da Nancy Meyers, ormai lontana dal romanticismo autoironico e cinefilo di Tutto può succedere e di L'amore non va in vacanza, stazionante com'è nei pressi di un buonismo appiccicoso e inverosimile (già se ne coglievano i sintomi nell'insipido È complicato). Qui la regista denuncia più volte il sessismo ma è la prima a praticarlo, tra un monologo socio-culturalmente fantascientifico della Hathaway che tra uno shot e l'altro invoca il ritorno della virilita d'antan, battute protofemministe infilate solamente in bocca all'anziano ma progressista (?) De Niro (più insensatamente buono della Cenerentola di Kenneth Branagh!), e un marito-vicemadre (ancora?) che inevitabilmente tradisce la moglie in carriera. E quando le risate più sguaiate le scatena una (finta) fellatio e un dito medio durante un funerale, c'è poco altro da aggiungere.

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Trailer di Lo stagista inaspettato

Voto della redazione: 

2

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