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Autore Alice Grisa :: 27 Ottobre 2016

È difficile rappresentare le dipendenze al cinema, perché non sempre i cineasti riescono a rendere cosa passi davvero nella testa dei protagonisti. Eppure qualcuno ci ha provato

Trainspotting e i film sulle dipendenze

Una dipendenza è un comportamento di ricerca spasmodica nei confronti di un oggetto del desiderio. Al cinema la dipendenza si mescola ai disturbi ossessivo compulsivi, agli individui paranoici, metodici e legati ad alcuni oggetti (che li caratterizzano) come una sorta di frenesia.

Le dipendenze incrociano i tagli e i generi, creando un enorme patchwork in cui, al cinema, sceneggiatura, movimenti di macchina, colonna sonora e abilità istrioniche degli interpreti scelgono se impostare la propria storia sulla commedia, il dramma o addirittura la tragedia.

Una dipendenza non è facile da raccontare, specie se si cercano chiavi sperimentali e umoristiche della propria storia. Ma qualcuno ci riesce e consegna ai posteri opere indimenticabili.

Ecco cinque film riusciti, di generi e mood assolutamente diversi, sul rapporto di dipendenza ossessiva da qualcosa.

1 - TRAINSPOTTING - DROGA (1996): tratto dal successo omonimo di Irwine Welsh, racconta in modo innovativo, sperimentale e futuristico la discesa agli inferi del giovane Mark Renton, che ha un gruppo di amici e una sola grande ossessione: l'eroina. Alla fine Mark arriverà a essere come la società lo avrebbe sempre voluto: col televisore in salotto, un mutuo da pagare e un lavoro sicuro. Ma la sua "liberazione" dalla dipendenza passerà attraverso il gesto inaspettato.

2 - SHAME - SESSO (2011): Shame di Steve McQueen presenta un Michael Fassbender imprigionato nel ruolo claustrofobico e ossessivo-compulsivo di un uomo dipendente dal sesso. Lo stile asciutto del regista, la regia rigorosa e impeccabile, l'economia narrativa e stilistica non fanno altro che far emergere il gigantesco protagonista, che oscilla tra masturbazioni e prostitute al solo scopo di bloccare il suo flusso di desideri. L'interpretazione di Fassbender, chiacchieratissima anche per una scena di nudo, gli valse la Coppa Volpi.

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3 - CHRISTIANE F. - NOI I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO - DROGA (1981): il film, un cult per la generazione X, è tratto dal romanzo omonimo e autobiografico di Christiane F., precipitata da adolescente nella spirale dell'eroina dopo aver frequentato compagnie particolari. A 13 anni Christiane non sapeva chi era e dove stava andando; girava nei corridoi della metropolitana, frequentava una luccicante discoteca, si immolava al giovane Detlef in una comunità di spirito, acidi e allucinazioni e si preparava per il concerto più importante, quello di David Bowie. La dipendenza di Christiane è rappresentata come qualcuosa di poetico ed epico, soprattutto per la potente colonna sonora di cui ricordiamo "Heroes" sempre di David Bowie) che fa da tappeto a una corsa senza freni di ragazzi così puri e allo stesso tempo corrotti da potersi permettere di correre in modo nichilista verso nessun posto. O verso la fine.

4 - DON JON - PORNOGRAFIA (2013): il film indipendente scritto, diretto e interpretato da Joseph Gordon-Levitt parla dell'educazione sentimentale e sessuale di "pornaholic", un ragazzo religioso e lavoratore che non riesce a fare a meno dei film hard. Li preferisce addirittura al sesso vero, perché li trova più soddisfacenti e appaganti. Finché una donna più grande di lui gli farà cambiare molte idee...

5 - I LOVE SHOPPING - SHOPPING (2009): stiamo parlando di una forma di dipendenza molto più leggera e colorata ma non meno pericolosa di altre. La protagonista Becky, tratta dalla famosissima collana di romanzi chick-lit di Sophie Kinsella, ha un problema: non riesce a non comprare, ha una forma di dipendenza dai negozi, dalla carta di credito che striscia, dalle svendite speciali. Peccato che le sue finanze non riescano a stare al passo con i suoi desideri. Il film di P. J. Hogan prodotto da Disney, che ne ha espresso un chiaro intento educativo, è "moralizzato" ed edulcoratissimo rispetto ai romanzi: per qualcuno questa visione, troppo politically correct, della dipendenza è stata una delusione. Intanto la protagonista spiega come, davanti alle vetrine, senta il cuore sciogliersi come una pallina di burro?

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