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Autore Alice Grisa :: 14 Gennaio 2017

È Jane Austen l'unica ad aver capito come funzionano davvero i rapporti sentimentali. Ecco qualche consiglio in 5 film tratti dai romanzi della scrittrice inglese

Orgoglio e pregiudizio - Joe Wright, 2007

Come Rick e Isla “avranno sempre Parigi”, i "sentimentali assennati" avranno sempre Jane Austen. Jane Austen analizza l’inanalizzabile, decodifica le leggi del cuore senza dimenticare i "registratori di cassa" e racconta persone e cose lontane dai cliché della chick-lit. Ai "ti odio ma in realtà ti amo" preferisce raccontare temi come l’integrità piegata al compromesso, la middle class che avanza o la bellezza funzionale alla ricerca del patrimonio. Jane Austen è sempre stata diversa dalle Brontë, alchimiste delle passioni folli, assurde, sregolate e spesso nonsense (ricordate Heathcliff e Cathy?). Nella Austen, scrittrice del Settecento inglese, tutto ha un senso, tutto ha una forma e una spiegazione. Anche l’amore più straziante. Anche l’incontrollabile. Ecco perché un brontiano preferirà vivere mentre l’austeniano analizzerà. Ma i consigli di Jane Austen per gli affari di cuore sono sempre attuali. Scopriamoli in 5 film.

1-ORGOGLIO E PREGIUDIZIO (2005): più di una screwball comedy, più di un trattato sentimentale. Elizabeth Bennet, secondogenita “intelligente”, viene definita a un ballo dal ricco Mr Darcy “appena passabile, non abbastanza bella da tentarmi” e lo odia per orgoglio; poi se ne innamora ma lui deve superare il pregiudizio. Nell’adattamento molto fedele di Joe Wright, Keira Knightley s’incontra e scontra con Matthew Macfadyen mentre le loro “cime tempestose” bruciano in silenzio tra i riti vittoriani del té pomeridiano e dello scontro di classe. Mai perdere sé stessi per amore o mai perdere l’amore solo per evitare di migliorare? Solo il superamento dei propri limiti porta alla felicità.

2- RAGIONE E SENTIMENTO (1995): La mano rigorosa e chirurgica del taiwanese Ang Lee incontra le paranoie sentimentali di due sorelle dell’Inghilterra vittoriana. Più melting pot non si potrebbe, ma la storia è estremamente equilibrata. Nell’amore si pesa tutto, come in cucina e, se la ragione non può prevalere sul cuore, non può succedere neanche il contrario. Soprattutto in un mondo dove gli uomini corteggiano le donne povere ma scelgono quelle ricche. La sintesi tra ordine e caos è questa storia di formazione sentimentale in cui la donna perfetta è a metà tra la cervellotica Elinor e la passionale Marianne.

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3- EMMA (1996): adattamento con Gwyneth Paltrow, che all’epoca delle riprese era fidanzata con Brad Pitt e con cui faceva passeggiate romantiche tra uno shot e l’altro facendo sognare i lettori dei rotocalchi anni ’90. Emma è bellissima, ricchissima e stimata. Ha solo un difetto, anzi due: la superbia e il vizio di combinare matrimoni. E lo sa bene il suo BFF Mr. Knightley, che non solo la fa innamorare ma anche cambiare. Solo diventando migliori si può aspirare a un amore “puro”, solo con l’espiazione si arriva alla salvezza, solo scendendo si sale. Una Jane Austen in vena evangelica? Non proprio, anche perché tutto avviene sempre all’interno di pattern sociali così definiti da essere dati per scontati. La signorina Smith, di origini oscure, può sognarsi di avere un uomo più in alto di lei come il Reverendo Elton; molto meglio che si accontenti del rustico signor Martin. Un consiglio su tutti: quando detestate una persona potete fare solo una cosa ed è dare una festa in suo onore.

4- RAGAZZE A BEVERLY HILLS (1996): una versione glitterata e sfavillante di Emma, ambientata nei rutilanti anni ’90 del liceo. Cher è una ragazza stupenda, griffata e viziata che quando si veste la mattina non si specchia ma preferisce guardarsi in fotografia. Grazie al fratellastro che ama-odia, Cher capirà di poter cambiare per essere all’altezza dell’uomo dei suo sogni e della donna che lei stessa vorrebbe essere. Più lipstick jungle e meno conflitti di classe? Assolutamente no. Da quando il liceo ha meno caste dell’Inghilterra vittoriana?

5-BECOMING JANE (2007): in questo caso si parla di Jane, ma proprio di Jane Austen. Non delle sue eroine razionali-romantiche e neanche dell’ombroso Mr.Darcy. Nel film di Julian Jarrold, Jane Austen è una scrittrice illuminata ma anche una zitella consapevole. Consapevole della propria natura letteraria che la spingerà per sempre a scrivere invece che a vivere. Consapevole di meccanismi che racconterà proprio perché ha sfiorato l'amore e ha scelto l'infelicità. Consapevole che l’amore è un lusso che non bypassa mai l’economia. Il ritratto intenso racconta una donna condannata a raccontare per sempre ma, che se si fosse innamorata e avesse buttato via la penna, non ci avrebbe mai regalato tutto questo.

Emma Thompson e Jane Austen

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