Ritratto di Federica De Masi
Autore Federica De Masi :: 1 Settembre 2017

Il film di Susanna Nicchiarelli ha aperto la sezione Orizzonti della 74ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Sul grande schermo la Nico solista durante il suo ultimo tour europeo

Nico, 1988

Andy Warhol una volta disse: “È diventata una grassona drogata ed è scomparsa”. L'artista americano si riferiva a Christa Päffgen, alias Nico, celebre modella e cantante tedesca, quella che dopo l'esperienza fortunata con la factory di Warhol, con i Velvet Underground con cui incise un disco e i gossip che la descrivevano come l'amante di Jim Morrison e Bob Dylan, in molti definivano finita.

Nico però decise di intraprendere un percorso da solista e sui 35 anni allontanarsi da quel passato dorato che l'aveva portata sulla cresta dell'onda. Una strada dedita alla sperimentazione e alla provocazione che l'hanno fatta diventare un'icona per i movimenti underground degli anni 80, dal gothic rock alla new wave. Susanna Nicchiarelli, dopo Cosmonauta del 2009 torna a Venezia con un film solido che vuol raccontare la vita di Nico volgendo lo sguardo sugli ultimi due anni di vita (l’artista fu uccisa durante un incidente in bicicletta nel 1988 ad Ibiza dove era in vacanza) di una donna che si accorse di aver trovato un po' di serenità solo quando decise di allontanarsi dal successo, dai fan, decisa a seguire solo se stessa e la sua idea di musica a scapito della fama.

Una donna che abbandona la bellezza (la sua carriera iniziò da modella) "Mi sono accorta che quando ero bella non ero felice" dice in una battuta del film - intraprendendo un percorso inverso: da bionda si tinge di nero, non cura il suo aspetto, non scende a compromessi con nessuno. Unico obiettivo affermare la propria idea di musica.

Filmato in 4:3, con una fotografia retrò dalla tipica impronta low fi degli anni '80, Nico – 1988 si concentra sull'artista ormai cinquantenne, alle prese con la sua dipendenza da eroina, un figlio (che a quanto pare sia di Alain Delon) che tenta il suicidio e un tour europeo fra Parigi, Praga, Norimberga e il litorale di Ostia a bordo di un pulmino malandato. Quello che ne emerge sono i sentimenti di questa donna intrappolata nel suo essere icona e nei rimpianti di essere stata una madre troppo poco attenta, che se ne va in giro con il suo registratore portatile per catturare suoni ambientali e si stupisce dei complimenti di chi ancora la segue.

Un altro punto a favore di questo bel biopic che sarà distribuito da I wonder pictures, è la protagonista del film Trine Dyrholm. L'attrice danese feticcio di Susanne Bier (Love is all you need), che l'anno scorso ha ricevuto l'Orso d'argento a Berlino per l'interpretazione de La comune di Thomas Vintemberg, veste con disinvoltura i pantaloni di pelle della “Sacerdotessa delle tenebre” (soprannome che fu dato alla Nico solista, per le ambientazioni cupe delle sue canzoni e i suoni decadenti anche se ricche di messaggi di amore) ed interpreta le sue canzoni restituendo un'immagine autentica.

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