DOMINION

 
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Ritratto di Simona Carradori
Autore Simona Carradori :: 16 Settembre 2016

Il film, presentato ieri al TIFF, mostra il presidente Lyndon Johnson non solo come l'uomo che ha introdotto il disegno di legge più completo sui diritti civili, ma anche come la persona complessa che era nella vita reale

LBJ

Presentato ieri in anteprima mondiale al Toronto International Film festival, LBJ, il biopic sul presidente americano Lyndon Johnson interpretato da un irriconoscibile Woody Harrelson.

Il film, diretto da Rob Reiner, mostra il presidente non solo come l'uomo che riuscì ad introdurre il disegno di legge sui diritti civili più completo della storia, ma anche sotto una nuova luce, dando spazio alle sue insicurezze, alle sue paure, alla complessità che lo caratterizzava anche fuori dal suo ruolo politico.

Sono state proprio le caratteristiche della sua sfaccettata personalità ad attirare il regista, che lo ha definito "un presidente forte e deciso, ma anche un personaggio molto complesso, quasi Shakespeariano. Così efficace nel persuadere le persone a seguirlo nelle sue posizioni, ma allo stesso tempo vittima di una forte insicurezza interiore".

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Un altro elemento che ha spinto il Reiner a prendere in mano il progetto è anche la forte analogia con la situazione attuale in america, dove i candidati temono Donald Trump non tanto per le sue capacità politiche o dialettiche, quanto per la sua notorietà, per il suo essere una star, più che un potenziale presidente.

"Penso che LBJ sarebbe stato consapevole del pericolo della notorietà di Trump, così come era consapevole del fatto che J. F. Kennedy era una sorta di celebrità per il popolo americano, e la cosa lo intimoriva. È molto simile a quello che sta succedendo adesso", ha dichiarato il regista.

Ecco una clip di LBJ che mostra la radicale trasformazione di Woody Harrelson:

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