Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 17 Luglio 2014

L'attore romano sarà docente speciale di recitazione in Sardegna in un progetto che accompagna il festival di fine luglio "La valigia dell'attore", presso l'isola La Maddalena. Elio Germano proporrà agli studenti esperimenti di allenamento traumatico

Elio Germano docente a La Maddalena

Presenza speciale per tenere un corso di recitazione presso l'Isola La Maddalena in Sardegna: sarà infatti l'attore Elio Germano a spiegare a giovani teatranti alle prime armi come resistere agli spietati casting del mondo del cinema. Il corso è di alta formazione ed è promosso dal Centro Teatro Ateneo - Centro di ricerca sullo spettacolo della Sapienza, Università di Roma, e a cura di Valentina Valentini e Fabrizio Deriu. L'iniziativa, che si terrà dal 21 al 27 luglio 2014, va ad accompagnare il festival diretto da Giovanna Gravina Volonté “La valigia dell’attore”, che si svolge presso l’isola La Maddalena dal 29 luglio al 3 agosto. Il corso si avvale anche della preziosa collaborazione di Associazione Culturale Quasar, in collaborazione con la Scuola Cinematografica Provinciale di Roma “Gian Maria Volonté”.

Lo stage laboratorio con l'attore italiano segue la scia lasciata nel 2010 dal Master sulle tecniche d'attore tenuto da Toni Servillo, nel 2011 da Paolo Rossi, nel 2012 da Pierfrancesco Favino e nel 2013 da Sonia Bergamasco: tutti attori di un certo livello che hanno confermato la serietà della proposta didattica nell'arco dell'ultimo lustro. 

Elio Germano proporrà un metodo molto forte e insolito, una sorta di "allenamento traumatico" senza sosta per mettere alla prova gli aspiranti attori di fronte a situazioni non proprio da palcoscenico né da scuola di recitazione; quello che succederà sarà piuttosto un confronto preoccupante con testi di bassa lega e stereotipati, di fronte ai quali i partecipanti al laboratorio dovranno sapersi comportare e improvvisare. Tutto questo serve a far capire che la situazione dei provini per film o serie tv non è esattamente così serena e tranquilla come quella delle scuole nelle quali i ragazzi imparano "il metodo" o le varie tecniche, bensì l'entrata nel mondo del cinema avviene con la stessa grazia con cui un cristiano veniva gettato ai leoni nel tempo del primo Impero romano.

Proprio come ai tempi della commedia dell'arte. Il canovaccio in mano agli attori era sempre quello e stava a loro uscire dal seminato con funamboliche interpretazioni e dialoghi improvvisati, che erano poi il valore aggiunto dello spettacolo teatrale.

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