Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 19 Novembre 2014

A cento anni dalla sua nascita - 1915 - l'attrice svedese nonché compagna per qualche anno di Roberto Rossellini sarà onorata con una retrospettiva al Glasgow Film Festival. Ingrid Bergman vinse tre premi Oscar come Migliore Attrice

Ingrid Bergman

Glasgow Film Festival onorerà la grande attrice Ingrid Bergman proprio nel centenario della sua nascita. L'attrice svedese è un'icona del cinema americano ed europeo, dove ha mosso i primi passi in quanto svedese di nascita. L'edizione numero 11 del festival - che si terrà dal 18 febbraio al primo di marzo - ha creato una sezione apposita per la Bergman, chiamata Here’s Looking at You, tributo alla carriera invidiabile della diva e contenente numerosi film, dagli esordi nel cinema svedese ai grandi classici come Casablanca, Angoscia e Assassinio sull'Orient Express. Prevista anche qualche rarità degli ultimi anni di grande schermo, prima della morte arrivata nel 1992.

Tre premi Oscar - Migliore Attrice per Angoscia e Anastasia e Migliore Attrice non Protagonista per Assassinio sull'Orient Express -, la Bergman nasce nel 1915 a Stoccolma: dopo una decina di apparizioni nel cinema di casa, la pellicola Intermezzo è il lasciapassare per Hollywood, di cui nel 1939 sarà girato un remake omonimo dopo il quale l'attrice si stabilirà direttamente negli Stati Uniti.

Gli anni Quaranta sono quelli della sua consacrazione, iniziata proprio con il cult Casablanca di Michael Curtiz a fianco di Humphrey Bogart: il successo planetario stupì la produzione stessa, che non aveva aspettative simili. Da lì in poi arriveranno collaborazioni con George Cukor, Alfred Hitchcock con Io ti salverò e Notorious, tra i film più famosi del regista, Leo McCarey e Victor Fleming.

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La sua parentesi italiana, che Hollywood non ha mai ricordato volentieri (e nemmeno i benpensanti italiani), inizia per il desiderio di prendere parte alla corrente del neorealismo. Una lettera spedita a Rossellini fece scattare la scintilla e la Bergman scippò la parte di protagonista di Stromboli terra di Dio (1950) ad Anna Magnani, allora compagna del regista: la relazione, poi rivelata alla stampa, tra l'attrice svedese e Rossellini portò ad altri cinque film oltre che a una indecente campagna denigratoria che i media americani organizzarono contro la diva, che in realtà tornerà anni dopo a Hollywood per la parte conclusiva della carriera.

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