Ritratto di Federica De Masi
Autore Federica De Masi :: 29 Agosto 2014

Psichedelia e visionarietà per trasferire La vita oscena di Aldo Nove dalle pagine letterarie allo schermo cinematografico nel film di Renato De Maria

Conferenza stampa di "La vita oscena"

È collocato in "Orizzonti" il nuovo film di Renato De Maria, la sezione della Mostra del cinema di Venezia che dedica spazio ai film con un linguaggio innovativo e originale. Come per Paz, il regista di Varese si cimenta con un'autobiografia letteraria. Il romanzo in questione è "La vita oscena", edita da Einaudi, che nel 2010 spopolò per l'originalità di scrittura (il libro è un mix di narrativa e poesia) e l'impatto di una storia al limite, divenendo un libro cult soprattutto tra i giovani.

"La scelta di girare il film è partita proprio dalle emozioni che il libro di Aldo Nove hanno suscitato in me. Il coraggio e la verità di quelle pagine, nonché la grande visionarietà del racconto mi hanno spinto ad accettare la sfida" ha detto De Maria ospite al Festival del cinema di Venezia. Presente in Laguna anche lo scrittore del romanzo da cui il film prende vita. Un libro in cui lo scrittore lombardo racconta un periodo della sua vita, quando fu assalito dal grande vuoto portato dall'improvissa morte di entrambi i genitori amatissimi e la voglia di vivere se ne andò con loro. La droga, l'incuria per sé stesso, la ricerca del piacere sessuale, i tentativi di suicidio vengono raccontati in chiave psichedelica, visionaria, con punte ironiche. Una scelta portata avanti dal regista insieme a Daniele Ciprì: l'autore siciliano ha contribuito a creare il mondo allucinatorio del film curandone la fotografia. 

Ad interpretare il giovane Aldo Nove, anche lui in conferenza stampa in qualità di sceneggiatore del film, il giovane Clement Métayer (Qualcosa nell'aria), che si è posto da subito come parte attiva anche in fase di costruzione del film, proponendo di cambiare un elemento in fase di sceneggiatura (il personaggio di Andrea per muoversi nella periferia della sua città, non si sposta in taxy come nel romanzo, ma in skateboard, mezzo che l'attore francese cavalca fina da quando è adolescente). "Non ci si può mai identificarsi totalmente con un personaggio - ha raccontato Métayer. "Mi sono ispirato al mio vissuto - l'attore ha alle spalle dei tentati suicidi - per dare profondità al personaggio. Era difficile da rendere perché non avevo dialoghi e utilizzavo solo le espressioni del mio volto. Non ho mai avuto paura di lanciarmi in questa avventura, era una scommessa e per me è stata un'esperienza meraviglisa".

Ad interpretare la madre di Andrea è Isabella Ferrari, qui attrice ed anche co-produttrice: "Questo libro girava per casa da tempo perché se ne voleva fare un film. Non pensavo si riuscisse mai a girare, perché il linguaggio del libro racchiude molte difficoltà. Così il ruolo mi è cascato in testa e per una volta non ho avuto difficoltà ad entrare nel personaggio. È la madre che vorrei essere che non infligge il senso di colpa, solare, hippy, una madre che è grande nonostante la malattia. Poi pian piano sono diventata madre anche del film come produttrice, perché ho creduto in questo lavoro e vorrei che uscisse in sala". 

La vita oscena è finanziato dal Ministero che ha stanziato 100 mila euro grazie al Tax Credit; a questo proposito la Ferrari ha aggiunto: "È importante per il nostro cinema avere il tax credit. Adesso non ci sono più scuse per investire in opere che hanno difficoltà ad essere prodotte". Oltre a Gianluca De Marchi e Fabio Mazzoni, anche Riccardo Scamarcio è entrato nel progetto che attualmente non ha ancora trovato distribuzione: "Quando ho visto il film stavo producendo Miele e sono stato folgorato nonostante il montaggio provvisorio. Mi piace il modo in cui il film coglie la discrasia fra la vita che ci circonda e l'individualità. Il cinema paradossale è quello che mi piace, quello che affronta situazioni difficili, dolorose, ma che lasciano sensazioni positive e di sollievo. Vivere il dolore di un personaggio e riconoscersi mi ha scaldato il cuore. Perciò non avevo dubbi e non potevo farmi sfuggire questa occasione. Ne ho riconosciuto il valore artistico e sono entrato nel progetto. È un film che merita un pubblico".

Vedremo se il Lido porterà fortuna al film!

 

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