Ritratto di Rosa Maiuccaro
Autore Rosa Maiuccaro :: 14 Agosto 2014

Da Sandy Powell a Roman Polanski, da Macbeth a Cimbelino, da Faulkner ad Al Pacino, la Mostra del Cinema di Venezia 2014 omaggia il celebre drammaturgo inglese William Shakespeare con delle interessanti trasposizioni cinematografiche

Al Pacino in "Scarface"

Dopo circa quattrocento anni dalla sua scomparsa, l’influenza di William Shakespeare su cinema, teatro e letteratura non accenna a diminuire. Il drammaturgo inglese sarà quest’anno protagonista della prossima Mostra del Cinema di Venezia in quasi tutte le sezioni del festival, compresa la giuria dove è presente Sandy Powell. La costumista britannica ha infatti vinto tre premi Oscar, di cui uno nel 1998 per il suo lavoro in Shakespeare in Love di John Madden. Tanto per cominciare, Michael Almereyda sbarcherà al Lido per presentare la trasposizione di Cymbeline, una delle opere teatrali di Shakespeare meno note. Nonostante la ricchezza della trama e la bellezza dei suoi versi, si tratta di uno dei componimenti più sottovalutati dalla critica, che per molto tempo ha creduto che l’opera fosse stata scritta solo in parte dal celebre drammaturgo. In realtà, Shakespeare scrisse Cimbelino nel 1610, in un momento di particolare crisi per la sua compagnia teatrale. Pertanto l’opera mira più di tutto il resto a compiacere il pubblico proponendo un campionario di vecchie trovate vincenti. Per l’occasione, il regista statunitense è tornato a collaborare dopo circa dieci anni da Hamlet 2000 con l’attore Ethan Hawke. Come in quel caso, si tratterà di una trasposizione del dramma in chiave moderna, ambientato nell’America del ventunesimo secolo. Stando alle indiscrezioni, Cimbelino dovrebbe essere rappresentato come una storia d’amore, vendetta e tradimento sulla falsariga di Romeo + Giulietta di Baz Luhrman ma anche come una battaglia epica tra poliziotti corrotti e gang di spacciatori nella New York odierna.

Nella categoria "Venezia Classici", dove verranno presentati i capolavori del cinema in versione restaurata, verrà riproposto il Macbeth (1971) di Roman Polanski. Il dramma, ambientato nella Scozia barbarica dell’anno Mille, era stato portato sullo schermo da Orson Welles nel 1948 e da Akira Kurosawa (1957). Macbeth è la più truce delle tragedie di Shakespeare, una delle più rivisitate ed è divenuta negli anni l'archetipo della brama di potere. L’originalità del lavoro del regista polacco sta nel non essersi limitato a sottolineare come Macbeth e sua moglie fossero fin troppo deboli per sopportare il peso della colpa dei crimini di cui si erano macchiati. Polanski evidenzia la loro infinita ignoranza e la loro mediocrità come dei piccoli borghesi vuoti e arrivisti. C’è grande attesa da parte del pubblico e degli addetti ai lavori per il nuovo Macbeth diretto da Justin Kurzel che vedrà protagonisti Michael Fassbender e la splendida Marion Cotillard nei panni di Lady Macbeth. La rivisitazione, che è stata preannunciata particolarmente cruenta e sovversiva, sarà presentata con ogni probabilità il prossimo anno al Festival di Cannes. Un po’ di Shakespeare (di Macbeth, soprattutto) è presente inoltre nella trasposizione cinematografica del libro di William Faulkner, L’urlo e il furore [The Sound and the Fury], diretta da James Franco. Il titolo del romanzo è, infatti, dovuto ad un verso dello stesso Macbeth che definisce la vita come “un racconto, detto da un idiota, pieno di urlo e di furore, che non significa nulla”. Siamo, infine, certi che i variegati temi affrontati dal geniale poeta, attraverseranno in lungo e in largo quasi tutte le opere in concorso e fuori concorso della mostra. In Manglehorn di David Gordon Green intravediamo il personaggio più shakespeariano del festival. Un eroe sfumato che sarà interpretato da Al Pacino, che non ha mai nascosto il suo amore per il drammaturgo inglese e che l’ha portato in scena a teatro con il "Giulio Cesare" e il "Riccardo III". Il divo hollywoodiano è riuscito con l’arte della recitazione a cogliere e rappresentare più di ogni altro (a partire dal Tony Montana di Scarface) tutte le contraddizioni, i sentimenti e le riflessioni presenti nella complessa opera shakespeariana.  

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